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NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (MARZO 2024)

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (MARZO 2024)

Cosa guardo?

Un emozionario del cinema

di Mattia Ferrari

euro 15,90

Salani (febbraio 2024)

Una soluzione d’autore per ogni tuo stato d’animo. Divano. Coperta. Magari una ciotola di popcorn. Finalmente un po’ di tempo da dedicare a un bel film o a una nuova serie tv. Sembra tutto perfetto, ma immancabilmente si ripresenta l’eterno dilemma: che cosa guardare? L’offerta è infinita e la scelta quasi paralizzante. Molto dipende anche dall’umore del momento. Siete in vena di commedie oppure alla ricerca di azione e adrenalina? Mattia Ferrari, appassionato ed esperto di cinema, è pronto a venire in vostro aiuto! “Cosa guardo?” è la sua selezione di titoli imperdibili, organizzati in base al mood che evocano negli spettatori. Per ogni stato d’animo, infatti, c’è un film o una serie che fa al caso vostro. Vi sentite malinconici e avete voglia di una storia-coccola con cui passare la serata? Siete alla ricerca di una serie che sappia trascinarvi nel binge watching? Affidatevi ai consigli esperti di Mattia per destreggiarvi tra nuove uscite e grandi cult da rivedere o da scoprire. Il libro perfetto per chi vuole avvicinarsi al cinema, ma anche per gli intenditori. Tante curiosità, aneddoti e dietro le quinte (senza spoiler!) sugli attori e le pellicole più amate. Buona lettura e… buona visione! La soluzione definitiva allo zapping compulsivo. Un viaggio nelle emozioni attraverso i migliori film e le più belle serie tv di ieri e di oggi. Da The Office a Euphoria, passando per Kill Bill, Il miglio verde e molto altro ancora… Tanti consigli per ogni occasione e stato d’animo, per emozionarsi, da soli o in compagnia, davanti allo schermo. E voi, li avete visti tutti?

La frontiera di celluloide

Il cinema e la questione di Trieste

di Walter Zele

euro 16,00

Cierre Edizioni(febbraio 2024)

Con la «questione di Trieste» si intende la controversia internazionale che dal 1945 al 1954 divise le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale sull’assetto politico del territorio di Trieste e sulla definizione del confine circostante. Per la storia dell’Alto Adriatico nel ‘900 è una delle vicende più tragiche. Se si vuole comprenderne le origini e le ragioni del suo protrarsi, bisogna considerare che la questione del confine orientale d’Italia va ricondotta alle divisioni provocate dalla guerra fredda: le strategie della tensione geopolitica fra il blocco occidentale e il blocco orientale avevano provocato una radicalizzazione dello scontro ideologico e una ridefinizione dei confini in Europa. Mentre in uno scenario internazionale si dibatteva la questione di Trieste, in Italia uscivano alcuni film ispirati a quegli avvenimenti. Proprio di quella produzione filmica l’autore del libro ha voluto avvalersi come fonte storica per affrontare le vicende dell’area giuliano-dalmata: nell’ambientare la trama nei luoghi oggetto di una lunga contesa internazionale, ognuno di quei film è rivelatore di come all’epoca si seguisse la tormentata questione del confine orientale d’Italia.

Godard 70

Video, serialità, cinema

di Fabio Alcantara

euro 14,90

Ente dello Spettacolo (febbraio 2024)

Fabio Alcantara con “Godard 70. Video, serialità, cinema” indaga i cosiddetti «anni video» (1975-1980) di Jean-Luc Godard, tentando di formularne una descrizione teorica nell’ambito della più generale e complessa meditazione sull’immagine cinematografica compiuta dal grande cineasta. Prima attraverso Numéro deux (1975), Ici et ailleurs (1974-1976) e Comment ça va? (1976), poi con le due serie televisive Six fois deux (1976) e France tour détour deux enfants (1977-1978), firmando tutti i lavori citati assieme a Anne-Marie Miéville, Godard sembra infatti realizzare in questa fase – dopo anni di subordinazione del proprio lavoro alle ragioni della militanza politica – un esplicito ritorno al cinema attraverso il video, rilanciando i nodi di quella riflessione – di evidente matrice baziniana – che ha al centro la questione dell’intrinseca «duplicità» che caratterizza il dispositivo filmico. Il volume sviluppa dunque un percorso teorico e interpretativo volto a definire, ma anche a ripensare gli «anni video», periodo tra i meno noti e studiati dell’opera del cineasta, rilevandone l’importanza, la complessità e la fecondità all’interno della pratica artistica godardiana. Introduzione di Daniele Dottorini.

Hayao Miyazaki

Il mondo incantato

di Valeria Arnaldi

euro 25,00

Ultra (gennaio 2024)

Lo definiscono il Disney giapponese, eppure alla Disney ammettono di aver preso ispirazione da molti dei suoi film. Ha tra i suoi fan Steven Spielberg, Will Smith, Akira Kurosawa, Moebius, Alessandro Baricco e Jovanotti. I suoi personaggi sono diventati icone, entrando a pieno titolo nell’arte contemporanea, e con le sue fattezze è stato realizzato addirittura un toy. Hayao Miyazaki è il padre di alcuni dei film e delle serie animate più amate degli ultimi quarant’anni, da Heidi a Il mio vicino Totoro, da Lupin a La città incantata e Il castello errante di Howl. Successo dopo successo, un percorso che, tra premi e riconoscimenti, lo ha portato fino all’Oscar onorario alla carriera. Un viaggio alla scoperta di vita, pensiero e capolavori del maestro, tra aneddoti, memorie, interviste e immagini. E ancora, fotografie tratte dagli album di famiglia, manga, disegni, locandine dei film, screenshot e racconti personali. Non mancano gli omaggi di artisti e fan, con opere realizzate ad hoc. Miyazaki oltre Miyazaki: per vedere le scene “mancanti” dei film. O meglio, il Miyazaki che al cinema non si vedrà mai.

I migliori anni della nostra vita in mediateca

di Francesco Napolitano

euro 14,00

Armando Editore (gennaio 2024)

Questo libro è la storia breve di una lunga passione. Che diventa lavoro e si dipana tra i muri della mediateca pubblica di Napoli. Pensieri di cinema e di letteratura, intessuti di ricordi personali e intrecciati con avvenimenti della città. Punteggiato dalla digressione, dall’ingrandimento, dalla visione d’insieme, dallo spostamento dello sguardo, il racconto rapsodico si fa cinema di parole, forse.

Miyazaki Hayao

Il maestro dell’anime

di Alessandro Bencivenni

euro 18,00

Linea Edizioni (febbraio 2024)

«Credo che apparteniamo entrambi alla stessa scuola; condividiamo lo stesso rigore e lo stesso gusto per le storie umane su grande scala. Tuttavia, provo un certo fastidio quando i critici accomunano i nostri lavori. Non si può sminuire l’importanza dell’opera di Miyazaki paragonandola alla mia» Così diceva il grande Akira Kurosawa quando Miyazaki era ancora poco conosciuto fuori dal Giappone, prima che l’Orso d’Oro a Berlino, il Leone d’Oro a Venezia e gli Oscar lo consacrassero alla fama internazionale. Affascinato dall’Occidente e al tempo stesso radicato nella propria cultura, Miyazaki ci incanta con un magico gioco di specchi fra i due mondi. Questo libro ne ripercorre la carriera dagli esordi alla maturità, in concomitanza con l’uscita in Italia del suo ultimo lavoro: Il ragazzo e l’airone.

La musica nel cinema

Musica, immagine, racconto (nuova edizione)

di Cristina Cano

euro 30,00

Gremese (febbraio 2024)

Questo volume è la nuova edizione riveduta, perfezionata e notevolmente ampliata di un testo – già da molti anni esaurito – sulle interrelazioni estetiche, psicologiche e percettive tra musica, immagine e racconto filmico. Cosa succederebbe se provassimo ad eliminare dal film Lo squalo di Spielberg il tema musicale composto da John Williams, che si presenta in coincidenza di ogni attacco del predatore? O magari il brano strumentale Unchained Melody nella scena del film Ghost di Zucker in cui Patrick Swayze abbraccia Demi Moore intenta a modellare la creta al tornio? Scopriremmo certamente quanto va perduto in termini non solo di significato delle immagini e del racconto cinematografico, ma anche del nostro coinvolgimento emozionale. In due ampi e strutturati capitoli e con l’ausilio di moltissimi esempi (da Lezioni di piano a Il grande dittatore, da Woody Allen a Peter Greenaway), La musica nel cinema scandaglia proprio questi aspetti, ovvero da un lato la straordinaria capacità del linguaggio musicale di sottolineare, potenziare e arricchire di significato la narrazione filmica, dall’altro quella di influenzare e addirittura trasformare lo stato d’animo degli spettatori. Il secondo capitolo del volume propone anche una sintetica disamina delle funzioni che la musica ha svolto all’interno della società e della cultura occidentali, alcune delle quali particolarmente rilevanti in rapporto al cinema: ad esempio, la funzione narrativa, che sin dagli anni Trenta del XX secolo si è ridefinita proprio nella musica per film, con il compito fondamentale di sostenere l’unità del racconto mascherandone eventuali discontinuità. In un ambito di studi non certo affollato di contributi, il volume si candida innanzitutto a nuovo testo di riferimento per professionisti, docenti e studenti delle discipline musicali e dello spettacolo, ma potrà anche rappresentare una stimolante lettura per tutti i cinefili e gli appassionati di musica.

Studio Ghibli

di Enrico Azzano

euro 20,00

Bietti (febbraio 2024)

Un vento di dolce poesia attraversa la storia dello Studio Ghibli dalla sua fondazione nel 1985 fino a quello che, per ora, è l’ultimo capitolo della sua epopea, il più recente film di Hayao Miyazaki “Il ragazzo e l’airone” (2023). L’edizione aggiornata e con una nuova veste grafica, ripercorre questa storia, partendo dagli albori, là dove la carriera dei due fondatori, Isao Takahata e Hayao Miyazaki, è iniziata. Attraversando titoli come “Una tomba per le lucciole”, “Il mio vicino Totoro”, “Pioggia di ricordi”, “La città incantata”, fino agli addii struggenti di “La storia della principessa splendente” e “Si alza il vento”. Questa edizione rivista ed ampliata è impreziosita da contributi prestigiosi, tra cui la prefazione di Jurij Norstejn, la postfazione di Tomm Moore, interventi di Michaël Dudok de Wit, Manuele Fior, Manlio Castagna e tanti altri.

L’uomo cinematografico

La virtualità del reale nel cinema di Antonioni e Pietrangeli

di Stefano Usardi

euro 24,00

Le Lettere (febbraio 2024)

Adriana e Giuliana, le protagoniste dei film analizzati, attraversano l’atmosfera cinematografica nella stessa modalità con cui lo spettatore vive la virtualità del circostante. Quest’ultimo, perso tra le immagini filmiche, cerca di districarsi tra l’inversione, oramai irreversibile, tra realtà e cinema e, aggrappandosi a illusori ricordi personali, cerca di ancorarsi alle certezze percettive senza rendersi conto di essere diventato immagine tra le immagini. Astratto da ogni concretezza spazio/temporale accetta quindi il proprio divenire uomo cinematografico, nella rasserenante condizione di simulacro di sé stesso. Attraverso l’analisi, anche tecnica, de Il Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni e Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli, si consolida l’espansione dell’immagine filmica in ogni ambito di circostante, nella confusione, perpetua, con il mondo cinematografico.

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