mostre & arte
L’ Associazione Culturale Daydreaming Project gestisce lo spazio espositivo del KNULP.
ARTY TOILETS nello Spazio Pierri
OSPITE IN VIA DEL TUTTO ECCEZIONALE ALLO SPAZIO PIERRI
ARTY TOILETS
FOTOGRAFIE DI FULVIO RUBESA
L’arte è sempre stata la mia grande passione. Ho iniziato a fotografare a 18 anni con una Canon analogica, acquistata dopo il mio lavoro estivo da studente. Da allora non ho mai smesso. Ho lavorato come fotografo professionista in Italia e Inghilterra e come responsabile dell’archivio fotografico della Dulwich Picture Gallery a Londra. Da sempre ho visitato musei, gallerie e spazi artistici underground. Inconsapevolmente anni fa, quando ancora vivevo e lavoravo a Londra, cominciai a fotografare le toilette degli spazi d’arte che mi capitava di visitare. Riguardando il primo gruppo di immagini, inizialmente dei semplici snapshot, iniziai a focalizzarmi su alcuni elementi presenti nei vari bagni che fotografavo, particolari a cui normalmente non poniamo molta attenzione. Cercavo la correlazione tra la cifra stilistica del bagno e l’atmosfera dello spazio espositivo. Il progetto ARTY TOILETS nasce in questo contesto e intende mettere in risalto l’affinità elettiva che si viene a creare tra le opere d’arte e gli ambienti circostanti. Ritengo che la ricerca del bello che ci spinge a entrare in un museo o spazio espositivo proietti i nostri desiderata sulle opere esposte così come sugli spazi circostanti, anche in quelli più vernacolari e all’apparenza meno preziosi. Credo che dovremmo conservare questo sentire anche quando usciamo dalle gallerie per prolungare questa ricerca di stupore e di bellezza quanto più a lungo possibile, estendendola ben oltre gli spazi ad essa normalmente dedicati. Con l’augurio che la bellezza salverà il mondo!
Fino al 2 maggio.
Info: fulviorubesa@hotmail.com
ARE progetto fotografico di Alessandra Garau
Associazione Culturale DayDreaming Project e Knulp
presentano
ARE
progetto fotografico di Alessandra Garau dirompente.
È fotografia che si fa cultura, avanguardia, cesura senza mezzi termini, con il coraggio e la libertà di chi alla consapevolezza del linguaggio abbina l’abilità tecnica.
Muovendosi nelle viscere e nella sacralità di tradizioni, maschere, abiti pregiati delle feste carnevalesche e delle celebrazioni religiose della Sardegna arcaica le fotografie sovvertono i ruoli convenzionali uomo/donna, ma anche proiettano il già visto in una dimensione futura, nuova, stimolante, e danno al consolidato la forza del mutevole, della ricerca, della sfida. Lo sfondo nero esalta volti, i dettagli, i colori.
Per questo non c’è provocazione, sfacciataggine, sfrontatezza fine a sé stessa ma la naturalezza dell’essere semplicemente sé stessi in vesti precluse per pregiudizio e ora proprie a misura di sé.
Per queste ragioni limitare ARE ad un lavoro solo contro l’omofobia è riduttivo, dietro questa evidenza c’è un modo di vedere la propria terra, i suoi riti ancestrali, apparentemente immutabili lanciati in un altrove tutto da inventare, da costruire, da esplorare partendo da un’elaborazione di ciò che si è e si vuol essere, ripensando e abbattendo limiti apparentemente invalicabili, leggi non scritte sovvertite da queste splendide immagini, eleganti, sussurrate, inclusive, contemporanee.
“Mi sono esposta per dare voce alle persone che non hanno ancora il coraggio, che vivono delle situazioni che non permettono loro di essere ciò che sentono veramente di essere”
ARE è amore per la propria terra e per le persone, che si incontrano nella loro autenticità, riscrivendo una storia che abbatte le convenzioni con la potenza della fotografia.
testo di Mauro LIGGI
Alessandra Garau, sassarese di 42 anni, racconta il senso di appartenenza alla sua terra e alla sua gente. La fotografia per lei non è un lavoro, né una passione, ma uno stile di vita.
«Il mio approccio del tutto autodidatta con la fotografia è iniziato quindici d’anni fa – racconta Alessandra Garau -anche se ho sempre subìto il fascino dei rullini, della carta lucida e delle mani di mio padre che maneggiavano a livello amatoriale una vecchia analogica”.
ARE è un progetto fotografico promosso dal MOS (Movimento Omosessuale Sardo) in mostra a lungo lo scorso anno e che tuttora continua a suscitare riflessioni e consensi; celebra la tradizione e al contempo sfida le regole non scritte ma imposte: “Per me tutte le parole più belle finiscono in are” – racconta Garau. “Sognare, volare, narrare, fotografare“. Ecco allora che una desinenza delle parole che la fotografa sarda reputa più belle ed ideali, diventi manifesto del suo progetto che cerca di esaltare, anche nel lessico, la “convivenza delle differenze”.
Evento Pre Travest3
Festival dell’arte drag 2026
In collaborazione con Hangar Teatri
info: daydreamingproject2022@gmail.com
365 VOLTE EUROPA (mostra fotografica)
365 VOLTE EUROPA
una mostra fotografica itinerante che racconta il cammino di Anna Rastello e Riccardo Carnovalini: un anno intero a piedi attraverso l’Europa e racconta con l’obiettività dello scatto fotografico il viaggio attraverso 22 paesi. Le fotografie sono scelte tra i 10.700 scatti che Riccardo ha reso memoria digitale e raggruppate in tre distinte sezioni, di cui una ospitata al Knulp, una al Borarium a Opicina e una a Bagnoli della Rosandra.
Nel weekend di inaugurazione potrete mettervi in cammino con Riccardo e Anna tra le sedi delle diverse sezioni della mostra:
Sabato 18 Aprile 2026: Tappa Opicina – Trieste
Ore 11.00: Inaugurazione presso Borarium, Opicina
Ore 12.00: Partenza cammino Opicina – Trieste
Ore 16.30: Arrivo al Knulp, (TS) e inaugurazione
Domenica 19 Aprile 2026: Tappa Trieste – Dolina
Ore 10.30: Ritrovo e colazione rinforzata al Bar Knulp
Ore 11.30: Partenza cammino Trieste – Dolina
Ore 17.00: Arrivo a Dolina e inaugurazione presso il Foyer del Teatro Prešeren
Più info e dettagli sul sito https://www.365volteeuropaexpo.com/
08/05 – ASINCRONIA di Giorgia Lupi
Venerdì 8 maggio – ore 19.00
DDProject in collaborazione con Knulp presenta
ASINCRONIA
di Giorgia Lupi
A cura di Lara Oreskovic
“La discrepanza tra tempi percettivi, emotivi, mentali.
In quel piccolo spazio dove la comunicazione si scosta,
si interrompe, si trasforma.”
L’inaugurazione venerdì 8 maggio 2026 alle ore 19.00 a Knulp, Via Madonna del Mare 7/a, Trieste
La mostra durerà fino all’11 giugno 2026
“Quello che è sempre presente, come un filo sottile
che attraversa la trama dei rapporti umani e delle relazioni.
I ritardi. Le attese. I vuoti. Le mancanze. I ricordi.
La memoria si muove secondo un tempo indefinito,
lasciando spazio all’inaspettato, in un processo di ricostruzione
lontano dall’evento originario.
L’asincronia.
Esploro e sperimento come renderla visibile:
la discrepanza tra tempi percettivi, emotivi, mentali,
in quel piccolo spazio dove la comunicazione si scosta,
si interrompe, si trasforma.
Nella parola. Nel gesto. Nel silenzio. Qui, questa tensione prende forma.
Attraverso queste dissonanze, parola e comunicazione si aprono a nuove possibilità d’interpretazione e comprensione.
Così l’asincronia diventa uno spazio di riflessione e consapevolezza dove il dialogo tra ciò che accade e ciò che viene percepito
trova un equilibrio sempre provvisorio, continuamente rinviato nel tempo.
L’asincronia non è un errore né una mancanza.
È un dialogo continuo tra presenza e assenza,
uno scarto fragile e mutevole, dove riconosco la possibilità
di comprendere, di sentire, di esistere nel tempo.” Giorgia
Proprio così ho incontrato Giorgia, vedendo un frammento di giornata ventosa catturata nei pochi secondi di un suo video. Un dialogo tra presenza e assenza. Poi ho scoperto che racconta queste cose sfuggenti anche in altri modi. Un incontro casuale oppure no? Non importa perché ha un senso ed era necessario… necessario per sbirciare dall’altra parte dello specchio. Comunque questa ricerca di Giorgia è un viaggio nel tempo parallelo, sfuggito ma non del tutto perso. Un provare distaccarsi è capire le sensazioni, i spazi, i scostamenti, i gesti… una grande sensibilità, intuitività, ma non fragilità, in questa ricerca che ci porta a rallentare per un attimo e a osservare la bellezza dell’asincronia, queste sensazioni sfuggenti ma presenti. L’artista, con un linguaggio ampio che non si sofferma sulle sue installazioni, pittura e video, riesce a raccontarle anche attraverso la musica e le parole scritte.
Bio:
Giorgia Lupi nasce a Roma nel luglio del 1988, città in cui risiede. L’incontro con le arti visive avviene durante gli anni del Liceo Artistico, come primo gesto di ascolto e scoperta. Da quel momento, la sua ricerca si sviluppa nel tempo attraverso un percorso di sperimentazione che continua ancora oggi.
Il suo linguaggio visivo nasce dal disegno, attraversa la pittura e si evolve progressivamente in una pratica libera e istintiva, guidata dall’intuizione e da un’esigenza profonda di esplorazione interiore. Una ricerca che si configura come un dialogo silenzioso tra percezione, presenza, gesto e materia.
Ha collaborato con vari artisti nei diversi campi artistici e partecipato alle mostre collettive in Italia.
info: daydreamingproject2022@gmail.com