Pages Navigation Menu

cinema

Il Circolo del Cinema Metropolis svolge la sua attività presso il Knulp di via Madonna del Mare 7/a e, in collaborazione con l’Associazione Culturale DDProject, presso lo spazio Metrokubo di via dei Capitelli 6563b (vicino all’Arco di Riccardo) a Trieste.

30/03 – Senza parole: COME VINSI LA GUERRA di Buster Keaton

Posted by on giu 14, 2014 in appuntamenti, cinema | 0 comments

30/03 – Senza parole: COME VINSI LA GUERRA di Buster Keaton

Lunedì 30 marzo – ore 20.30

Il Circolo del Cinema Metropolis

presenta la rassegna cinematografica

SENZA PAROLE

COME VINSI LA GUERRA

di Buster Keaton

(USA 1926, 79 min)

Verso la fine della sua vita Buster Keaton disse che era più orgoglioso di The General (edito in Italia con il titolo di Come vinsi la guerra) “che di qualunque altro film io abbia mai fatto, perché ho portato sullo schermo, pescato dritto dal libro di storia, un fatto vero della Guerra Civile.” La narrazione si basa su eventi realmente accaduti, rievocati con dovizia nel libro di William Pittenger Daring and Suffering: A History of the Great Railway Adventure, uscito nel 1863 e ristampato nel 1893 con il titolo The Great Locomotive Chase, con cui è tuttora in catalogo. Pittenger (1840-1904), un caporale dell’esercito nordista, si era unito ad un gruppo di 24 uomini guidati da una spia professionista, James J. Andrews, che riuscirono a viaggiare, camuffati da civili sudisti, dal Tennessee fino ad Atlanta, dove si impadronirono di un treno, trainato dalla locomotiva The General, mentre i passeggeri stavano facendo colazione. Il loro piano era di portare il treno al Nord, verso Chattanooga, dove si sarebbero aggregati alle truppe dell’Unione, bruciando i ponti e tagliando ogni via di comunicazione lungo il cammino.Il capotreno, William A. Fuller, insieme con il passeggero Anthony Murphy, si mise all’inseguimento, prima a piedi, poi su un carrello di servizio ed infine su tre locomotive in successione. I cospiratori erano a pochi minuti dalla loro destinazione quando Fuller, su The Texas, li raggiunse e costrinse a desistere. Gran parte di essi fu arrestata, ed alcuni furono in seguito giustiziati. (La storia fu ripresa dalla Disney nel 1956 con il titolo di The Great Locomotive Chase)Il principale cambiamento che Keaton ed il suo co-regista, Clyde Bruckman, apportarono alla storia consisté nel presentarla dal punto di vista degli inseguitori sudisti: “Si può sempre fare dei nordisti i cattivi,” aveva detto Keaton, “ma non si può fare del Sud un cattivo.” Inoltre, i sudisti finiscono per vincere, cosa essenziale per un finale comico. I nomi dei personaggi furono cambiati: il capotreno William Fuller diventa il macchinista Johnnie Gray (Keaton), che ha due amori nella vita, la locomotiva e la fidanzata Annabelle Lee (interpretata splendidamente da Marion Mack). La ragazza, catturata dai nordisti insieme con la locomotiva, sostituisce Mr. Murphy come compagna d’avventura di Johnnie. Il film, girato senza sceneggiatura, presenta nondimeno un’esemplare struttura narrativa simmetrica, incentrata sulla sequenza del salvataggio di Annabelle e di The General dal quartier generale nemico. Dopo l’episodio introduttivo, in cui Annabelle si mostra sprezzante verso Johnnie, senza capire perché venga respinto dall’esercito, ogni tempo del film è un inseguimento alla locomotiva, ed il secondo è un rovesciamento esatto del primo, con la battaglia di Rock River al culmine dell’intreccio.Keaton intendeva girare The General nei luoghi originali, tra Atlanta ed il Tennessee, poi però decise che l’Oregon aveva un aspetto più autentico. Anche qui si potevano trovare ancora binari a scartamento ridotto del tipo usato all’epoca della Guerra Civile, che ora servivano gli stabilimenti di legname e si snodavano in modo pittoresco lungo valli, montagne e laghi. Keaton aveva chiesto alle autorità del Tennessee che gli prestassero la vera locomotiva General, in mostra alla stazione di Chattanooga, ma ricevette un rifiuto. Imperterrito, fece truccare tre vecchie locomotive ancora in servizio nei depositi di legname per farle assomigliare a pezzi d’epoca. Un prezioso documentario casalingo a 16mm, girato per documentare le riprese, ci mostra il regista alle prese con binari paralleli ed una seconda locomotiva, per ottenere incredibili inquadrature in movimento dei treni che si muovevano a gran velocità.La Guerra Civile vista da Keaton – le scene, cioè, degli scali di smistamento ferroviario e l’imboscata a Rock River – non è meno spettacolare od autentica che in The Birth of a Nation, Gone with the Wind o The Red Badge of Courage. Egli assunse 500 uomini della Guardia Nazionale dell’Oregon per rappresentare gli eserciti: come sudisti indossavano uniformi grigie e marciavano da sinistra a destra, mentre come nordisti sfoggiavano uniformi blu e marciavano nell’altro senso. Le riprese della battaglia di Rock River, coperte da 6 macchine da presa, si rivelarono un’impresa drammaticamente realistica. Ci furono almeno 9 feriti, alcuni per poco annegavano, e Keaton stesso fu messo fuori combattimento dall’impatto di uno scoppio. Gli esplosivi incendiarono la foresta, il che bloccò le riprese sul posto per diverse settimane, finché la pioggia non ebbe ripulito gli effetti del fumo.La scena più sorprendente del film è il crollo del ponte, che scaglia una locomotiva, con relativo treno, nelle acque sottostanti. Non furono usati modellini, e si dice che il treno giaccia tuttora, irrecuperabile, nel letto del fiume. Costata la bellezza di 42.000 dollari, si ritiene che sia la scena più dispendiosa nella storia del cinema muto.Persino il volto di Keaton, come ha notato James Agee, ha l’aspetto di uno dei ritratti di Matthew Avery. La qualità eminentemente documentaristica della storia e dell’ambientazione rende unica anche la sua interpretazione. Il suo personaggio non cerca mai di essere divertente o di fare cose divertenti. Semmai, è totalmente, intensamente concentrato sulla sua missione, come una questione di vita o di morte. L’aspetto comico nasce dai contrattempi che gli capitano e dall’ingegnosità con cui affronta problemi e pericoli. L’azione drammatica e l’aspetto comico sono completamente interdipendenti. La storia non sembra mai un semplice pretesto per la commedia, e le gag non sono un puro abbellimento decorativo. Nondimeno, sono tra le migliori di Keaton. Un film costruito tutto intorno ai treni era per lui la realizzazione del sogno di una vita: “Beh, nel momento in cui mi date una locomotiva e cose simili per giocare, devo trovare il modo di cavarne fuori risate.” The General è infatti un’esaustiva antologia di gag ferroviarie.Commercialmente parlando, il film fu per la United Artists un disastro. Era costato la cifra, allora astronomica, di 415.232 dollari ed a livello nazionale aveva avuto un incasso lordo di poco superiore. The General fu respinto sia dai critici che dal pubblico, evidentemente impreparati ad una commedia così ispirata, brillante ed innovativa. Variety scrisse che era “lungi dall’essere divertente.” Robert E. Sherwood, di Life, pensava che alcune gag fossero “di un cattivo gusto raccapricciante,” ed il New York Times lo ritenne “nient’affatto valido come i precedenti lavori di Mr. Keaton.” Il colpo, a livello finanziario, fu quasi fatale per la United Artists, che non avrebbe più lasciato a Keaton una completa libertà creativa. Il tempo, purtroppo in ritardo, ha cambiato le cose. Oggi pochi sarebbero disposti a contestare la fama di The General non solo come una tra le maggiori commedie, ma come uno dei migliori film mai girati ed una delle opere d’arte più durevoli del XX secolo. – DAVID ROBINSON

 

13/04 – Senza parole: LO SCONOSCIUTO di Tod Browning

Posted by on mag 30, 2014 in appuntamenti, cinema | 0 comments

13/04 – Senza parole: LO SCONOSCIUTO di Tod Browning

Lunedì 13 aprile – ore 20.30

Il Circolo del Cinema Metropolis

presenta la rassegna

SENZA PAROLE

LO SCONOSCIUTO

di Tod Browning

(USA 1927, 63 min)

l più perverso fra gli incubi melodrammatici di Browning e Chaney nel periodo muto, ma anche il più coerente sul piano dello stile. Il pessimismo cosmico – ai limiti del sadomasochismo – di regista e interprete è qui spinto all’estremo; esso è tuttavia inquadrato in un contesto narrativo ridotto all’essenziale, valorizzato da un Chaney magistrale nell’esibire sulle punte delle dita (si fa per dire) i trucchi del suo mestiere.

20/04 – Senza parole: LA BAMBOLA DI CARNE di Ernst Lubitsch

Posted by on mag 15, 2014 in appuntamenti, cinema | 0 comments

20/04 – Senza parole: LA BAMBOLA DI CARNE di Ernst Lubitsch

Lunedì 20 aprile – ore 20.30

Il Circolo del Cinema Metropolis

presenta la rassegna

SENZA PAROLE

LA BAMBOLA DI CARNE

di Ernst Lubitsch

(Germania 1919, 52 min)

Timidissimo con le donne e terrorizzato alla prospettiva delle nozze, il nobile Lancelot, dovendo sposarsi per ubbidire alla tradizione di famiglia, pensa di assolvere l’ingrata incombenza inscenando un finto matrimonio con una bambola meccanica indistinguibile, sotto ogni aspetto, da una graziosa donna in carne ed ossa. Ma una intraprendente ragazza si sostituisce all’automa all’insaputa dello sposo e provvede alla sua educazione sentimentale rendendolo finalmente uomo.
Leggero e raffinato nelle soluzioni espressionistiche, intelligente e misurato nel suggerire la complessa psicologia del giovane protagonista, il film di Lubitsch è una delle più gradevoli commedie ispirate ai racconti fantastici di Hoffmann. Ossi Oswalda sostiene il doppio ruolo della bambola meccanica e della ragazza.Altri film ispirati ai racconti di Hoffman: Hoffmanns Erzählungen del 1911, i due Hoffmanns Erzählungen del 1915 e del 1923, Dr. Coppelius del 1966, e Tales of Hoffmann del 1951.Negli Stati Uniti è conosciuto con il titolo The Doll.