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cinema

Il Circolo del Cinema Metropolis svolge la sua attività presso il Knulp di via Madonna del Mare 7/a e, in collaborazione con l’Associazione Culturale DDProject, presso lo spazio Metrokubo di via dei Capitelli 6563b (vicino all’Arco di Riccardo) a Trieste.

 

30/05 – Giallo in bianco e nero: UNA DONNA HA UCCISO di Vittorio Cottafavi

Posted by on mar 10, 2016 in appuntamenti, cinema | 0 comments

30/05 – Giallo in bianco e nero: UNA DONNA HA UCCISO di Vittorio Cottafavi

Lunedì 30 maggio – ore 20.30

Circolo del cinema Metropolis e Knulp

presentano la rassegna

GIALLO IN BIANCO E NERO

UNA DONNA HA UCCISO

GENERE: Drammatico

ANNO: 1951

REGIA: Vittorio Cottafavi

ATTORI: Lidia Cirillo, Lianella Carell, Pia De Doses, Frank Latimore, Vincenzo Milazzo, Diego Muni, Vera Palumbo, Marika Rowsky, Alexander Serbaroli, Umberto Spadaro, Celesta Aida Zanchi

SCENEGGIATURA: Vittorio Cottafavi, Siro Angeli, Giorgio Capitani, Sergio Agostini

FOTOGRAFIA: Bitto Albertini

Trama

Il cap. Roy Prescott, addetto all’amministrazione militare alleata, conosce a Napoli, dove risiede, una bella ragazza napoletana, Anna, alla quale fa una corte assidua. Roy è un esperto dongiovanni e la sua relazione con Anna non è per lui che un fuggevole episodio; mentre la ragazza è seriamente innamorata del capitano. Quando vien trasferito a Roma, Roy cerca di por fine alla relazione; ma Anna non sa rassegnarsi e finisce col raggiungerlo. Essa ormai fa vita comune con l’amato ufficiale; ma si vede da lui trascurata e concepisce dei sospetti, anche troppo fondati, sulla sua fedeltà. Un giorno che essa ha deciso di provocare una spiegazione, ha modo d’ascoltare una conversazione telefonica in cui Roy manifesta chiaramente il disgusto ch’ella gl’ispira. Ferita profondamente, Anna afferra la pistola del capitano e l’uccide. Arrestata e sottoposta a processo, essa viene condannata. Il racconto della triste vicenda si conclude con un accorato monito, volto a deprecare ogni vendetta, ogni violenza.

Curiosità

E’ un film drammatico diretto nel 1951 da Vittorio Cottafavi. Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto con protagonista la stessa Lidia Cirillo, condannata e graziata dopo qualche anno di carcere, che nel film appare nel prologo e nell’epilogo.

Il punto di partenza della macchina narrativa messa in piedi da Cottafavi è un fatto di cronaca nera passato alla storia come “Caso Cirillo” (da non confondersi con l’altro “Caso Cirillo” riguardante il consigliere regionale campano Ciro Cirillo, rapito dalle Brigate Rosse nel 1981), dal cognome della donna protagonista di questa triste vicenda, Lidia Cirillo (nel film il suo nome è cambiato in Anna),perdutamente innamorata di un capitano dell’esercito inglese, Roy Prescott, tanto da non sopportare i tradimenti e il successivo abbandono da parte di lui al punto da ucciderlo a colpi di rivoltella. Cottafavi prende le mosse dal fatto di cronaca, ma lo manipola e lo filtra proprio attraverso il genere, anzi, per essere più corretti, attraverso i generi. Il plurale è d’obbligo, dal momento che Una donna ha ucciso riesce a variare improvvisamente registro trasformandosi da commedia romantica alla Frank Capra – nella prima parte – in un melodramma che a tratti riesce a riecheggiare quell’ossessione/disperazione femminile presente in alcune opere di King Vidor degli anni ’30 (vedi, per esempio, Stella Dallas. Un Amore sublime), attraverso un lavoro indirizzato principalmente verso la recitazione degli attori e l’utilizzo delle musiche.

Questo film, realizzato in un momento della storia del cinema italiano compres(s)o tra la pesante eredità neorealista e l’approssimarsi di esordi eccellenti che avrebbero sancito la nascita di una “nuova ondata” autoriale nell’universo cinematografico di casa nostra (Lo Sceicco Bianco di Federico Fellini esce nello stesso anno), dimostra come il ricorso al genere non intacchi minimamente la dignità di un’opera, e quanto si possa facilmente cadere in errore – da un punto di vista storico-critico – quando si lasciano interagire, senza alcuna mediazione, preconcetti ideologici e giudizi di valore.

 

Proiezione riservata ai soci FICC 2016. E’ possibile tesserarsi prima della proiezione (€ 10).