Pages Navigation Menu

cinema

Il Circolo del Cinema Metropolis svolge la sua attività presso il Knulp di via Madonna del Mare 7/a e, in collaborazione con l’Associazione Culturale DDProject, presso lo spazio Metrokubo di via dei Capitelli 6563b (vicino all’Arco di Riccardo) a Trieste.

 

29/08 – LE RAYON VERT, a summer film by Eric Rohmer

Posted by on lug 25, 2016 in appuntamenti, cinema | 0 comments

29/08 – LE RAYON VERT, a summer film by Eric Rohmer

Lunedì 29 agosto – ore 20.30

Metropolis presenta la rassegna

The Long Hot Summer

LE RAYON VERT

(Il raggio verde)

di Eric Rohmer

(Francia 1986)

Il film è proiettato in lingua originale con sottotitoli italiani.

GENERE: Commedia

ANNO: 1986

REGIA: Eric Rohmer

ATTORI: Marie Rivière, Amira Chemakhi, Lisa Heredia, Béatrice Romand, Sylvie Richez, Gérard Quéré, Michel Labourre, Isa Bonnet, Eric Hamm, Maria Couto Palos, Vincent Gauthier, Joel Comarlot, Rosette , Carita

SCENEGGIATURA: Eric Rohmer

FOTOGRAFIA: Sophie Maintigneux

MONTAGGIO: María Luisa García

Trama

Delphine, una ragazza parigina, vorrebbe organizzare bene le sue vacanze dopo un’annata di lavoro. Ma è irresoluta. Il rapporto con il suo compagno, ora lontano, si è spento. Un’amica le offre di andare presso una famiglia di Cherbourg, ma Delphine non si trova a suo agio, il soggiorno si rivela tedioso e lei se ne torna a casa. Tenta allora la montagna ma, irrequieta e scontrosa com’è, si fa prendere dalla malinconia e fa subito le valigie. Una compagna la induce allora ad andarsene a Biarritz, ma Delphine è, e si sente, isolata su quella spiaggia di gente allegra e disinibita. Né a lei può bastare la occasionale compagnia di una allegra bionda svedese, in vacanza anche lei, che le consiglia di prendere il mondo come viene. Sempre ispida e insoddisfatta e proprio mentre, quasi alla fine delle vacanze ormai sciupate, sta per prendere il treno per Parigi, la donna incontra alla stazione uno sconosciuto, un giovane simpatico e discreto che le sorride e le parla amichevolmente. Delphine risponde e viene sollecitata a passare i due o tre giorni che le restano in un paesino di pescatori a pochi chilometri. Delphine improvvisamente sorride, si apre al dialogo inatteso ed acconsente. Da alcuni anziani villeggianti sente parlare del fenomeno solare del raggio verde, rarissimo e splendido: si racconta che colui che ha la fortuna di vederlo, leggerà anche nel cuore e nei reali sentimenti di chi gli è vicino…

Curiosità

Il raggio verde (Le Rayon vert) è un film del 1986 diretto da Éric Rohmer, il quinto del ciclo Commedie e proverbi (Comédies et proverbes), segue Le notti della luna piena (1984) e precede L’amico della mia amica (1987).

Porta come sottotitolo un verso del poema Chanson de la plus haute tour d’ Arthur Rimbaud (1854-1891), dunque stavolta è un verso poetico anziché un proverbio o un modo di dire ad ispirare il quinto capitolo del ciclo “Commedie e proverbi”.

Il titolo del film deriva dal fenomeno ottico del raggio verde e dall’omonimo romanzo di Jules Verne che ne era stato ispirato e che viene esplicitamente nominato nei dialoghi del film.

Il film ha vinto il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia.

In Francia il film, prima di essere distribuito nelle sale cinematografiche, fu diffuso su Canal+.È in questa occasione che ci si rese conto di come il raggio verde risultasse invisibile in televisione; richiesto di un parere, Rohmer rispose: “Dopotutto, non è poi così male!”

Il regista ha scritto la sceneggiatura con la collaborazione dell’attrice Marie Rivière, interprete nel ruolo della protagonista, la romantica trentenne Delphine.

Ingresso con tessera FICC 2016.

E’ possibile tesserarsi prima della proiezione (€ 10).

05/09 – IO BALLO DA SOLA, a summer film by Bernardo Bertolucci

Posted by on lug 20, 2016 in appuntamenti, cinema | 0 comments

05/09 – IO BALLO DA SOLA, a summer film by Bernardo Bertolucci

Lunedì 5 settembre – ore 20.30

Metropolis presenta la rassegna

The Long Hot Summer

IO BALLO DA SOLA

di Bernardo Bertolucci

(Italia 1996)

 

GENERE: Commedia

ANNO: 1996

REGIA: Bernardo Bertolucci

ATTORI: Liv Tyler, Sinéad Cusack, Donal McCann, Jeremy Irons, Jean Marais, Donald Warren Moffett, Carlo Cecchi, Mary Jo Sorgani, Francesco Siciliano, Leonardo Treviglio, Rebecca Valpy, Joseph Fiennes, Anna Maria Gherardi, Jason Flemyng, Stefania Sandrelli, Alessandra Vanzi, Ignazio Oliva, Rachel Weisz, Roberto Zibetti

SCENEGGIATURA: Bernardo Bertolucci, Susan Minot

FOTOGRAFIA: Darius Khondji

MONTAGGIO: Pietro Scalia

Trama

Una giovane ragazza americana di 19 anni, Lucy, viene mandata dal padre vedovo, dopo il suicidio della moglie, a stare da una coppia di amici di famiglia in una casa colonica nelle colline intorno a Siena. La casa è una sorta di comune che ospita un gruppo eterogeneo di artisti ed esteti, tra cui un drammaturgo inglese gravemente malato di cancro. Lucy turberà la tranquilla vita della comunità, ma il suo soggiorno in Toscana sarà una sorta di percorso iniziatico che la trasforma da adolescente in donna, attraverso la perdita della verginità e la scoperta dell’identità del suo vero padre.

Curiosità

È stato presentato in concorso al 49º Festival di Cannes

Le sculture realizzate da Ian sono opera di Matthew Spender, mentre i gioielli creati da Miranda sono di Giorgio Vigna. Il film è stato girato prevalentemente nei dintorni di Siena, nella tenuta del Castello di Brolio della famiglia Ricasoli a Gaiole in Chianti, a Scorgiano, tra i comuni di Casole d’Elsa e Monteriggioni, nella villa senese Bianchi Bandinelli di Geggiano e all’Acqua Borra nel comune di Castelnuovo Berardenga.

Io ballo da sola è un film magari discontinuo, ma con momenti bellissimi, e con una sua leggerezza (Bertolucci ha spinto il suo direttore della fotografia, il franco-iraniano Darius Khondji, a prepararsi al film ascoltando Mozart) a tratti toccante. E se non tutti gli interpreti sono magnificamente in parte come Irons, un contributo decisivo viene dalla protagonista Liv Tyler, che attraversa il film con energica grazia. Se da grande vorrà fare l’attrice, ci si può sbilanciare: è nata una stella.” (Alberto Crespi, ‘L’Unità’, 31 marzo 1996) “La vertigine del tempo e la luce sono stati i due cardini del cinema di Bertolucci. Placata la prima in una sorta di indeterminatezza (quanto dura il soggiorno di Lucy: una settimana? un mese?), quasi a far da contrappunto all’ambìta leggerezza il regista ha indotto il direttore della fotografia Darius Khondji e lo scenografo Gianni Silvestri a ispirarsi alla violenza cromatica dei “fauves” (Matisse, Derain, Vlaminck) e a privilegiare i rossi, l’ocra, l’arancione (anche nei costumi) come per mettersi in sintonia con le inquietanti sculture post-picassiane in terracotta dell’inglese Matthew Spender che abita nella zona e ha fatto da consulente artistico. Come il solito, la scelta e la direzione degli attori sono ammirevoli. Con i suoi occhi d’acqua sorgiva, il profilo orientaleggiante o il seducente impasto di freschezza e sessappiglio, la diciottenne Liv Tyler attraversa il film come un aquilone lesto nel cielo. I momenti più intensi sono nei suoi rapporti col padrone di casa, scultore un po’ minaccioso nel suo comportamento ambiguo (l’irlandese Donal McCann), e soprattutto con Jeremy Irons alle prese con l’immensa frivolezza dei morenti.

 

Ingresso con tessera FICC 2016.

E’ possibile tesserarsi prima della proiezione (€ 10).

12/09 – MOONRISE KINGDOM, a summer film by Wes Anderson

Posted by on lug 15, 2016 in appuntamenti, cinema | 0 comments

12/09 – MOONRISE KINGDOM, a summer film by Wes Anderson

Lunedì 12 settembre – ore 20.30

Metropolis presenta la rassegna

The Long Hot Summer

MOONRISE KINGDOM

(Una fuga d’amore))

di Wes Anderson

(USA 2012)

Il film è proiettato in lingua originale con sottotitoli italiani.

 

DATA USCITA: 05 dicembre 2012

GENERE: Commedia , Drammatico

ANNO: 2012

REGIA: Wes Anderson

ATTORI: Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Frances McDormand, Jason Schwartzman, Bob Balaban, Kara Hayward, Jared Gilman, Neal Huff, Jake Ryan, Charlie Kilgore, Tommy Nelson, Chandler Frantz

SCENEGGIATURA: Wes Anderson, Roman Coppola

FOTOGRAFIA: Robert D. Yeoman

MONTAGGIO: Andrew Weisblum

Trama

Negli anni Sessanta, su un’isola al largo delle coste del New England, i dodicenni Sam e Suzy fanno un patto e decidono di fuggire insieme dopo essersi conosciuti e innamorati. Da quel momento, prima che una violenta tempesta si abbatta sulla zona, tutti gli abitanti del posto, compresi i genitori di Suzy e le autorità, cominciano a ricercarli in ogni dove, dividendosi in due diverse fazioni che, parteggiando per l’uno o per l’altra, mettono a soqquadro ogni angolo della città e determinano il destino di tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda.

Curiosità

Con Moonrise Kingdom il regista Wes Anderson torna a scrivere film in coppia con Roman Coppola, come avvenne sei anni prima con Il treno per il Darjeeling. Per il film Anderson torna anche a collaborare per la sesta volta con il suo attore feticcio Bill Murray[1], oltre ad avvalersi della partecipazione di attori come Edward Norton, Frances McDormand, Harvey Keitel e Bruce Willis, mentre per il ruolo dei due giovani protagonisti ha scelto gli esordienti Jared Gilman e Kara Hayward.

Per la preparazione del ruolo il regista Wes Anderson ha fatto guardare alla protagonista Kara Hayward il film Melody del 1971

Gli scenari della fittizia New Penzance sono in realtà quelli del Rhode Island negli Stati Uniti, dove sono state girate sia le scene in interni che in esterni del film

È stato presentato il 16 maggio 2012 al Festival di Cannes come film d’apertura della 65ª edizione,[4] mentre il 25 maggio è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi dalla Focus Features.

In Italia è distribuito il 5 dicembre 2012 dalla Lucky Red.

“Accolto con gran risate durante la proiezione e timidi applausi alla fine. Forse perché la platea dei festival tiene a mostrarsi seriosa e incontentabile, a costo di penalizzare gli autori che hanno il torto di essere già molto noti e altrettanto riconoscibili. Eppure, con tutti i suoi (godibilissimi) vezzi di regia, e con il gusto reiterato per le grandi famiglie infelici e i piccoli anarchici che fanno saltare tutto, il regista texano è un campione di felicità creativa. ‘Moonrise Kingdom’ non sarà geniale come ‘Fantastic Mr. Fox’ o sorprendente come ‘I Tenenbaum’, ma quanti altri registi mainstream, oggi, usano con tanto divertimento gli attori, le scene, la musica (da Benjamin Britten a Françoise Hardy), i costumi e tutto ciò che appare sullo schermo? Basterebbe il cast (…) a dire la giocosità di un cinema tutt’altro che infantile, anche se i suoi eroi sono sempre bambini o adolescenti malcresciuti. Un cinema che chiede allo spettatore due sole cose, rare in tempi di consumo compulsivo e distratto: un minimo di abbandono e di complicità.” (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 17 maggio 2012)

 

Ingresso con tessera FICC 2016.

E’ possibile tesserarsi prima della proiezione (€ 10).

19/09 – THE LONG HOT SUMMER. a summer film by Martin Ritt

Posted by on lug 10, 2016 in appuntamenti, cinema | 0 comments

19/09 – THE LONG HOT SUMMER. a summer film by Martin Ritt

Lunedì 19 settembre – ore 20.30

Metropolis presenta la rassegna

The Long Hot Summer

THE LONG HOT SUMMER

(La lunga estate calda)

di Martin Ritt

(USA 1958)

Il film è proiettato in lingua originale con sottotitoli italiani.

GENERE: Drammatico

ANNO: 1958

REGIA: Martin Ritt

ATTORI: Paul Newman, Joanne Woodward, Anthony Franciosa, Orson Welles, Lee Remick, Angela Lansbury, Richard Anderson, George Dunn, Sarah Marshall, Mabel Albertson, Jess Kirkpatrick, J. Pat O’Malley, William Walker, Steve Widders, Victor Rodman, Ralph Reed, I. Stanford Jolley, Helen Wallace, Byron Foulger, Eugene Jackson, Nicholas King, Robert Adler, Val Avery, Jim Brandt, Brian Corcoran, Lee Erickson, Pat Rosemond, Terry Rangno

SCENEGGIATURA: Irving Ravetch, Harriet Frank Jr.

FOTOGRAFIA: Joseph LaShelle

MONTAGGIO: Louis R. Leoffler

Trama

Ben è un un piantagrane, che cambia più spesso lavoro che camicia, un vagabondo con la faccia da schiaffi. La fama di piromane lo segue anche quando va a lavorare da Willy Varner. Willy Varner è il padrone di tutto: delle terre, degli uomini, delle bestie e anche della sua famiglia che comanda dispoticamente. Dall’ingenua figlia Clara, al debole figlio Jody. Tra Ben e Willy si stabilisce una sorta d’intesa: sono loro due i più forti del gruppo. Un giorno Jody, invidioso, perde la testa, chiude in una stalla papà Willy e appicca il fuoco.

Curiosità

La lunga estate calda (The Long, Hot Summer) è un film del 1958 diretto da Martin Ritt e tratto dai racconti ‘Barn Burning. The spotted horses, Hamlet’ dell’autore americano William Faulkner.

Presentato in concorso all’11º Festival di Cannes, valse al suo protagonista, Paul Newman, il premio per la miglior interpretazione maschile

Il film mette in scena un passaggio generazionale coronato da successo, in cui un giovane non è figlio in senso biologico, ma diventa erede in forza della posizione che sa guadagnarsi, in un contesto familiare e sociale cui egli inizialmente è del tutto estraneo.

Un cenno alla trama: «Ben Quick, un giovane con un passato di piromane, trova lavoro in una fattoria, conquistando la fiducia del padrone e, dopo qualche schermaglia, l’amore della figlia. Ma il figlio maschio, invidioso del favori paterni, cerca di farlo linciare dalla folla.» (Mereghetti). Immancabile l’happy end: per il cinema classico di quegli anni era d’obbligo. Eppure la semplicità della caratterizzazione dei personaggi è solo apparente: i dialoghi ce li mostrano dotati di una loro vita psichica, o pensiero:

Il film è frutto dell’affiatata collaborazione di affermati artisti e cineasti della Hollywood di quegli anni. Erano tutti ebrei: il regista Martin Ritt, il produttore Jerry Wald, gli sceneggiatori Irving Ravetch e sua moglie Harriet Frank J., e lo stesso Newman, che aveva ascendenze ebraiche in famiglia.

Le tinte del Cinemascope bruciano, i dialoghi fra Newman e la Woodward e fra la Welles e la Lansbury trasudano sessualità: il calore dell’estate di un Profondo Sud che coagula lo strapotere del magnate locale, i tradizionalismi, i dissidi familiari e l’arrivo di un drifter destabilizzatore. Il drittone Newman, il burbero patriarca Welles e il figlio debole e ingenuo Franciosa si contendono la scena in scambi dialettici secchi e frequenti.

Ingresso con tessera FICC 2016.

E’ possibile tesserarsi prima della proiezione (€ 10).