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Il Circolo del Cinema Metropolis svolge la sua attività presso il Knulp di via Madonna del Mare 7/a e, in collaborazione con l’Associazione Culturale DDProject, presso lo spazio Metrokubo di via dei Capitelli 6563b (vicino all’Arco di Riccardo) a Trieste.

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27/04 – Latinoamericana: “Amores Perros” di Alejandro Gonzàlez Iñàrritu

Posted by on mag 12, 2014 in appuntamenti, cinema | 0 comments

27/04 – Latinoamericana: “Amores Perros” di Alejandro Gonzàlez Iñàrritu

Lunedì 27 aprile – ore 20.30

Circolo del Cinema Metropolis, Tango Furioso e Knulp

presentano la rassegna cinematografica

LATINOAMERICANA

Amores Perros

di Alejandro Gonzàlez Iñàrritu (Messico, 2000)

Tre storie si incrociano sullo sfondo di una convulsa Città del Messico. Il giovane proletario Octavio, innamorato di Susana, la moglie adolescente del fratello criminale violento, si mette in testa di fuggire con lei e prova a racimolare i soldi necessari introducendo il suo cane in un giro di combattimenti clandestini. Daniel, il direttore altoborghese di una rivista, lascia moglie e figlie per andare a vivere con il suo nuovo amore, Valeria, una bellissima modella sulla cresta dell’onda. El Chivo ha lasciato la famiglia per diventare un terrorista di estrema sinistra. Dopo anni di carcere e alcol, vive da barbone con un branco di cani randagi e, di tanto in tanto, uccide su commissione.
Quello del cineasta messicano Alejandro Iñárritu è un esordio duro, violento, disincantato, rabbioso, amaro, disperato. Aggettivi che per il regista costituiscono i tasselli del puzzle di una megalopoli, Città del Messico, che ha tante contraddizioni quanti sono i suoi oltre venti milioni di abitanti. Una pentola a pressione pronta e esplodere, sotto il peso delle diseguaglianze sociali, certo, ma non solo. Perché è soprattutto di infelicità e drammi personali che ci parla Iñárritu. Drammi a cui la città, impressa nella livida e straziante fotografia di Rodrigo Prieto, fa da catalizzatore. Basta uno scherzo del destino per far sì che le vite così diverse e distanti dei tre protagonisti si incrocino, cambiando per sempre il loro corso. Non potrebbe esserci niente di più lontano delle esistenze patinate, ricche, facili di Daniel e Valeria e quelle sbandate e violente di Octavio, Ramiro e Susana. Eppure, come in una macabra e inconsapevole vendetta proletaria, le une porteranno la tragedia nelle altre. Proprio nel giorno in cui tutti sono convinti che la felicità sia finalmente a portata di mano, un evento fortuito li accomunerà nella disfatta. Fantasmagorica e oscura presenza costante dei primi due episodi è il protagonista del terzo, il borghese-proletario che ha tentato una sintesi impossibile tra due mondi inconciliabili. Mondi uniti soltanto dall’amore – malato – per i cani e dal senso di abbandono. Storie di amori “cani”, amori “bastardi”, che si compongono in un beffardo e atroce destino. Tasselli di vite che il regista incastra in un unica e definitiva perdita dell’innocenza.
Un’esplosione di dolore cieco, aberrante, insensato, che Iñárritu condensa nelle disturbanti scene dei combattimenti tra cani di padroni rabbiosi. Non è allora un caso se l’episodio più forte, impattante e cinematograficamente meglio riuscito dei tre che compongono il film è il primo, quello dove si consuma il tentativo di riscatto sociale e sentimentale del giovane Octavio, interpretato da un esordiente Gael García Bernal, che riempie e ruba la scena con la sua tenerezza testarda e una debordante sensualità. Il mondo violento e sbandato che abita con la fragile e divisa Susana – sua personale ma flebile speranza di redenzione – è sbattuto dal regista al centro di un’inquadratura stretta, sporca, angustiante, che toglie il fiato come un prolungato annaspare negli abissi. Il ritmo, i palpiti e i rigurgiti di questo primo capitolo non lasciano tregua. Gli altri due risentono in parte di una maggiore rigidità dell’intreccio e di una lieve tendenza al melodramma, che stemperano la dirompente carica di spontaneità incontrollata del primo episodio. Ma la direzione attoriale è sempre perfetta e la tenuta complessiva del film è notevole, reggendo anche la complessità della sceneggiatura scritta dall’ottimo Guillermo Arriaga. In definitiva, una prova generale più che riuscita, per un pool di talenti al servizio della macchina da presa, che sarebbero tornati presto a turbare e affascinare.

I film di questa rassegna vengono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso con tessera FICC valida fino al 31/12/15, acquistabile prima della proiezione del film (euro 10).

04/05 – Latinoamericana: “Lake Tahoe” di Fernando Eimbke

Posted by on mag 11, 2014 in appuntamenti, cinema | 0 comments

04/05 – Latinoamericana: “Lake Tahoe” di Fernando Eimbke

Lunedì 4 maggio – ore 20.30

Circolo del Cinema Metropolis, Tango Furioso e Knulp

presentano la rassegna cinematografica

LATINOAMERICANA

Lake Tahoe

di Fernando Eimbcke (Messico, Giappone, Usa, 2008)

Juan ha sedici anni ed è appena andato a sbattere contro un palo con l’auto di famiglia. A casa la mamma si è chiusa in bagno e il fratellino non sa che fare. Mentre il ragazzo peregrina da un’autofficina all’altra cercando chi possa aiutarlo a far ripartire l’auto conosciamo esponenti di un’ umanità talvolta rassegnata talaltra con sogni impossibili. Veniamo contemporaneamente messia a conoscenza del motivo della sofferenza del ragazzo: è morto suo padre.
Il messicano Fernando Eimbcke ha portato in Concorso alla 58^ Berlinale un piccolo ma intenso film. Spinto da una domanda personale (come mai quando da ragazzo aveva perso il padre pochi giorni dopo si era procurato un incidente in auto?) il quasi quarantenne regista ci offre il ritratto di un adolescente privo totalemente di appigli che lo aiutino a venire fuori non tanto dalla panne dell’auto quanto da quella che la vita gli ha posto dinanzi. I personaggi che incontra (il meccanico con cane da difesa, la ragazzina madre che sogna di diventare la front woman di un gruppo punk, il ragazzo appassionato di arti marziali) sono dramatis personae di una via crucis interiore al termine della quale cercare una ricomposizione con l’esistenza e col quotidiano. In sé il film non propone novità dal punto di vista del linguaggio cinematografico utilizzato. Vi si legge però la sincerità di uno sguardo che cerca delle risposte difficili da trovare e il desiderio di accostarsi a un mondo in formazione (quello degli adolescenti) lasciato sempre più solo da adulti centrati solo su se stessi.

I film di questa rassegna vengono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso con tessera FICC valida fino al 31/12/15, acquistabile prima della proiezione del film (euro 10).

11/05 – Latinoamericana: “Soy Cuba” di Mikhail Kalatozov

Posted by on mag 5, 2014 in appuntamenti, cinema | 0 comments

11/05 – Latinoamericana: “Soy Cuba” di Mikhail Kalatozov

Lunedì 11 maggio – ore 20.30

Circolo del Cinema Metropolis, Tango Furioso e Knulp

presentano la rassegna cinematografica

LATINOAMERICANA

Soy Cuba

di Mikhail Kalatozov (Cuba, Urss, 1964)

Mikhail Kalatozov coltivava l’idea di realizzare un film su Cuba sin dal 1961, dopo l’ incontro con il direttore dell’ Istituto Cubano dell’Arte e dell’Industria Cinematografica (ICAIC). Girato nel 1964, quando la guerra fredda era al culmine, Soy Cuba è un vero e proprio esempio di propaganda comunista, che si avvale della sceneggiatura del poeta russo Yevtushenko, oltre che della brillante regia di Kalatozov, per dimostrare l’inevitabilità della rivoluzione castrista.
Frutto di una collaborazione cubano-sovietica, realizzata con un’alleanza tra l’ICAIC e la russa MOSFILMS, il film venne definito dal proprio autore come un tentativo di realizzare “un affresco esaustivo, qualcosa, se non è troppo ambizioso, come i Rougon-Macquart di Emile Zola.”

Soy Cuba è composto da quattro storie di abusi e di violenze, collocate negli ultimi giorni del regime di Batista. I primi due episodi illustrano i mali che portarono alla rivoluzione, mentre il terzo e il quarto mostrano il diffondersi della chiamata alle armi castrista, che raggiunge trasversalmente i vari strati sociali.
Nel primo racconto un’adorabile giovane donna, che si prostituisce per vivere, trova un cliente in un night club frequentato da uomini d’affari americani, per poi affrontare la vergogna di essere scoperta dall’uomo che la corteggia.
Nel secondo Pedro, un contadino che lavora nei campi di canna da zucchero, viene bruscamente informato, subito prima di un raccolto che si preannuncia particolarmente fruttuoso, del fatto che la terra che coltiva è stata venduta alla United Fruits, e brucia i campi per la frustrazione.
Nel terzo uno studente universitario vede i suoi amici cadere sotto gli spari della polizia mentre cercano di distribuire depliant pro-castro.
Nell’ ultimo, infine, la guerra si affaccia sulla soglia di casa dei contadini Mariano e Amelia e dei loro quattro figli, quando le truppe di Batista bombardano le colline. Mariano vuole la pace e, per questo, decide di unirsi ai guerriglieri castristi.

Girato in spagnolo, doppiato in russo e sottotitolato, successivamente, in inglese, Soy Cuba fu bandito dai cinema americani durante la guerra fredda, ma fu anche criticato per la rappresentazione che offriva della società cubana e bollato come contro-rivoluzionario dai cubani stessi, che lo soprannominarono No Soy Cuba.
Questo avvenne in parte perché i rapporti tra Fidel Castro e Mosca erano cambiati, ma, soprattutto, perché l’opera di Kalatozov ha sempre ispirato giudizi contrastanti, forse a causa dell’ intenso sperimentalismo fotografico e tematico che la caratterizza.

Il film è stato riscoperto trent’anni dopo, in occasione del Festival di San Francisco, e ha beneficiato del supporto di Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, che hanno unito i loro sforzi per assicurargli una distribuzione americana.
Considerando il contenuto politico dell’opera, nonché la sua adesione ad un’etica da agit-prop, verrebbe da chiedersi come mai i due registi si siano prodigati per farla riemergere dall’oblio.
In realtà basta guardare per cinque minuti questo sorprendente film per capirne il motivo, la sua sperimentazione artistica supera di gran lunga il suo contenuto politico.

I film di questa rassegna vengono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso con tessera FICC valida fino al 31/12/15, acquistabile prima della proiezione del film (euro 10).

18/05 – Latinoamericana: “Gloria” di Sebastian Lelio

Posted by on apr 20, 2014 in appuntamenti, cinema | 0 comments

18/05 – Latinoamericana: “Gloria”  di Sebastian Lelio

Lunedì 18 maggio – ore 20.30

Circolo del Cinema Metropolis, Tango Furioso e Knulp

presentano la rassegna cinematografica

LATINOAMERICANA

Gloria

di Sebastian Lelio (Cile, Spagna, 2013)

Divorziata da anni con due figli ormai adulti, un nipote e un vicino molesto, Gloria cerca un nuovo equilibrio in feste, eventi serali e discoteche nelle quali poter incontrare qualcuno della propria età, un nuovo fidanzato. Quando però sembra averlo trovato questi si rivela inaffidabile, misterioso e poco propenso a tener fede a quel che dice.
Sul corpo non più giovane di Gloria, sulle sue imperfezioni, sui diversi look, sulle sue valorizzazioni e sulla potenza con la quale si regge in piedi e procede nonostante tutto, è riconoscibile la forza di un film capace di elevarsi al di sopra di qualsiasi banalità e qualsiasi rischio di smielata drammatizzazione dell’ordinario.
Gloria è un ritratto di donna come raramente si ha la fortuna di vedere: completo, profondo, toccante eppur composto, talmente onesto e sincero da travalicare il sesso di riferimento e risultare universalmente disarmante.
La storia di una 50enne che con compostezza e serietà vive come un’adolescente fuori tempo massimo, attraverso il lento accumularsi di eccessi, passioni e delusioni aliene alla sua età, è attraversata con una grazia ed un’urgenza morale che impediscono al personaggio di scivolare nel ridicolo anche quando questo è palesemente nell’aria (atteggiamento che rende anche l’entrata in scena dell’omonimo brano di Umberto Tozzi una perla di sofisticazione).
Il film di Sebastian Lelio con audacia non comune prende le distanze dai più illustri esempi del cinema passato in materia di profili femminili e sceglie un registro da commedia sebbene si attacchi alla protagonista come in un dramma, trovando in lei una forza motrice inesauribile. Molto della riuscita del film è infatti merito di Paulina Garcìa, attrice capace di tramutare una sceneggiatura rigorosa in cinema di rara intensità grazie ad una maratona di recitazione ai massimi livelli. Con un’economia di gesti, espressioni e movimenti disegna la sua Gloria giocando sulle minuzie, sulle canzoni cantate in macchina, sui piani d’ascolto o su movimenti accennati, senza mai presentare due volte lo stesso volto alla macchina da presa.
In questa maniera Paulina Garcìa aderisce in pieno alla filosofia minimalista e invisibile con la quale Lelio dirige un film che pare farsi da sè davanti agli occhi dello spettatore, il quale ha quasi l’impressione di vedere la storia svolgersi senza nessuno a dirigerla ma con la naturale semplicità della vita vera.

I film di questa rassegna vengono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso con tessera FICC valida fino al 31/12/15, acquistabile prima della proiezione del film (euro 10).

25/05 – Latinoamericana: “Un Mundo Menos Peor” di Alejandro Agresti

Posted by on apr 10, 2014 in appuntamenti, cinema | 0 comments

25/05 – Latinoamericana: “Un Mundo Menos Peor” di Alejandro Agresti

Lunedì 25 maggio – ore 20.30

Circolo del Cinema Metropolis, Tango Furioso e Knulp

presentano la rassegna cinematografica

LATINOAMERICANA

Un Mundo Menos Peor

di Alejandro Agresti (Argentina, 2004)

Il film è ambientato in Argentina nei primi anni del XXI secolo. Isabel scopre che Cholo, il marito di cui non ha avuto più notizie da oltre vent’anni e da lei creduto vittima della guerra sporca attuata dalla giunta militare argentina fino al 1983, è invece vivo e risiede in un piccolo villaggio turistico in prossimità della Patagonia. Isabel decide pertanto di incontrarlo nuovamente, e si mette in viaggio assieme alle sue due figlie: Leticia, figlia di Cholo ma che non ha mai visto il padre, e Beba, una bambina che Isabel ha avuto da un altro uomo.

Giunta nel villaggio, per molto tempo Isabel non si sente in grado di farsi viva con Cholo, che ora lavora come fornaio, conduce una vita molto modesta e agli abitanti del villaggio ha raccontato che la sua famiglia è morta in un incidente stradale. Quando finalmente Isabel riesce ad avvicinare Cholo, l’uomo mostra di non riconoscerla. Una lunga lettera scritta da Leticia al padre, spingerà Cholo a prendere contatto con le tre donne.

I film di questa rassegna vengono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso con tessera FICC valida fino al 31/12/15, acquistabile prima della proiezione del film (euro 10).