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Cronache Ribelli (CR Edizioni)

Posted by on Nov 18, 2021 in foto cover, novità editoriali | 0 comments

Cronache Ribelli (CR Edizioni)

Abbiamo dedicato quest’angolo del Knulp alla CR Edizioni, giovane casa editrice che dedica le sue pubblicazioni alla storia (dal basso).

Seguili anche sulla pagina Cannibali e Re.

Cannibali e Re – Cronache Ribelli

In questa terribile e aggrovigliata società di oggi, così come in tutte quelle del passato, il racconto storico rappresenta un fattore culturale fondamentale per lo sviluppo delle coscienze individuali e collettive. La Storia è una narrazione indispensabile per la conservazione o la disintegrazione della memoria, per il contagio o la morte delle idee, per la costruzione o la distruzione delle identità, per lo sviluppo o meno di senso critico, di autonomia di giudizio e, forse, perfino del buon senso. Senza conoscere la Storia non possiamo comprendere il passato, vivere il presente e progettare il futuro.

Non possiamo conoscere “l’altro da noi”. Non possiamo conoscere la molteplicità dei luoghi, delle esperienze, delle dimensioni, dei tempi che la nostra specie ha attraversato e di cui è figlia, madre, prigioniera; da cui cerca di evadere e affrancarsi o ai quali continua a sentirsi indissolubilmente legata.Insomma privi della Storia, della sua narrazione, smettiamo di essere uomini. Perché se c’è un bisogno intellettuale ancestrale dell’umanità è quello di raccontare e ascoltare storie. Una pratica che continua ancora oggi, snodata per tanti sentieri minori che abbiamo smesso di considerare piccoli affluenti di quell’immenso fiume che è la Storia umana.

A lungo, infatti, la suddivisione tra una grande Storia e una piccola Storia ha fatto salire sul palcoscenico storiografico soltanto gli attori e gli eventi principali, marginalizzando, fino alla cancellazione, gli uomini e le donne che la Storia l’hanno fatta e l’hanno pagata, l’hanno vissuta e l’hanno odiata, ne sono stati parte in silenzio o urlando, pregando o bestemmiando, lavorando o rubando, piegandosi o combattendo, restando o migrando, vincendo o perdendo.

Ci siamo abituati alla Storia come materia di studio consacrata al ricordo di personaggi importanti, di luoghi che hanno partorito eventi, di cronache altisonanti e di cronachisti dimenticati. Ci siamo abituati alla Storia delle date, dei nomi, dei fatti. Una Storia sempre più lontana e insonorizzata, in cui la passione del racconto svaniva lasciando il posto ad una narrazione sterile, nella quale l’osservanza al mito dell’imparzialità ha stereotipato la figura dello storico. Una specie di scienziato messo al servizio di in una materia che non ne ha bisogno, perché è umana, troppo umana, per essere perfetta e verificabile come un teorema matematico. Una materia in cui non esistono verità assolute e consacrate, una materia in cui il dogmatismo uccide la ricchezza del pensiero, una materia in cui la soggettività di chi vive e racconta la Storia, con tutti i suoi limiti e tutte le sue esperienze, è fondamentale nel determinare quell’effetto Rashomon che rende ogni narrazione diversa dalle altre, ogni interpretazione autonoma, ogni descrizione relativa.

Una Storia che si è troppo chiusa nelle stanze dell’accademia e che, pur essendo più coinvolgente, più complessa, più variegata, più imprevedibile di qualsiasi romanzo, opera di fantascienza o fiction televisiva, finisce per appassionare sempre meno le persone e smette così di assurgere a quella funzione sociale fondamentale che si è ritagliata nel corso dei millenni. Perché se la Storia perde quella dimensione collettiva che le è propria finisce per diventare soltanto teatro di dispute specialistiche, di conferenze per elite, di dibatti per dotti.

Ovviamente non vogliamo negare il ruolo centrale che la storiografia accademica ha avuto e continua ad avere nella ricostruzione dei fatti e neppure vogliamo sminuire il lavoro straordinario che molti storici hanno compiuto e compiono. Anzi proprio per valorizzare i migliori contributi di questo ambiente sentiamo la necessità di affermare che occorre una grande opera di rilancio della narrazione storica.

Desideriamo tornare alla Storia, raccontarla con passione e partecipazione, dall’interno e dall’esterno, suscitando sentimenti, creando conflitti, smontando teorie, ricostruendo paesaggi, smitizzando e celebrando personaggi, ma sempre con la pretesa di essere comunque relativi, comunque insufficienti, comunque bisognosi di confronto, di dissenso, di dialogo.

La nostra missione è riaccendere l’interesse, la partecipazione, l’amore per la nostra Storia, che è il presupposto per rianimare individualità in crisi, collettività senza prospettive e società prossime al collasso. Perché la Storia, mediante la sua narrazione, sia la fiaccola che nella notte buia dei nostri giorni anticipi la via all’umanità che sarà.

Post Scriptum. Cannibali e Re è il nome che abbiamo scelto per questo progetto concretamente utopico. Non solo per la forza evocativa che si porta appresso, non solo per il potente immaginario che riesce a richiamare in vita, non solo perché è un nome che spiazza e fa perdere le coordinate, ma soprattutto, in memoria dello storico saggio di Marvin Harris, perché vogliamo, attraverso la storia, indagare l’origine più profonda, ignota, ancestrale delle culture umane. Di tutte le culture umane, in ogni tempo, in ogni spazio, con ogni prospettiva.

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (APRILE 2022)

Posted by on Ott 7, 2021 in foto cover, novità editoriali | 0 comments

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (APRILE 2022)

Tutto il cinema è addio

di Michele Montorfano

euro 9,00

Graphe.it (marzo 2022)

C’è il tempo nel suo svolgersi e ripetersi, e c’è il cinema, che si lascia aprire come un vaso di Pandora per farci guardare nel nostro ieri. C’è la vita, il ritmo naturale, e c’è il cinema: un’altra vita che rimane segreta fintanto che è ancora da vedere, colma di ogni cosa, dall’orrore fino all’amore. Mondi divisi che si forzano continuamente l’uno verso l’altro, oltrepassando la propria soglia e tornando indietro dopo aver rubato qualcosa. Nel mezzo e sul confine nasce questo libro, che si incammina sulla strada dell’estetica e della fenomenologia del cinema scandagliandone il legame con il tema dell’Addio, «luogo in cui l’immagine si deposita nella sua contemporaneità assoluta». Da Drive a 8 ½ l’autore percorre le pieghe della settima arte attraversando le sue fughe, le sue angosce, le sue ambiguità. Perché il cinema è qualcosa che «non finisce mai continuando a finire» e dal cuore della propria solitudine «getta la maschera del tempo per indossare quella del destino».

Dickens e il cinema

di Giancarlo Zappoli

euro 9,00

Book Time (marzo 2022)

Charles Dickens è l’autore di romanzi universalmente riconosciuti come capolavori immortali. Ma quanto del carattere e delle vite di Oliver Twist, David Copperfield, Nicholas Nickleby si riferiva alle esperienze vissute dallo scrittore? Molto più di quanto comunemente si pensi. L’autore di Canto di Natale non era certo uno Scrooge, anzi, il suo interesse per le condizioni dei più umili si manifestava in tutte le sue opere. Scrivere era per lui anche un modo per esorcizzare un’infanzia non serena. Il cinema ha compreso questo secondo livello di lettura? Le condizioni di vita e di lavoro nell’Inghilterra dell’800 sono state definitivamente superate oppure riproporle oggi ha ancora un significato? Le trasposizioni sullo schermo hanno rispettato i suoi testi? Quanto li hanno distorti o modificati, tenendo comunque sempre presente la diversità dei linguaggi? Giancarlo Zappoli affronta questa relazione tra la vita dello scrittore, le sue opere e le loro riletture cinematografiche e televisive anche con la consapevolezza che Dickens è stato un maestro della serialità narrativa e che pertanto, in alcuni casi, la lunga durata si è presentata come uno strumento versatile per offrire il giusto spazio temporale a romanzi in cui personaggi e situazioni si susseguono senza sosta. La differenza, come sempre, l’hanno fatta gli sceneggiatori, i registi e gli attori.

Si salvi chi può! Cinema, apocalisse e altri disastri.

di Giuseppe Ghigi

euro 12,50

Marsilio (marzo 2022)

Gli inizi del Novecento furono segnati da terremoti, eruzioni, massacri bellici che il cinema ha raccontato e documentato alimentando la sensazione collettiva dell’imminente apocalisse. La messa in scena visiva delle catastrofi solleticava certamente il gusto morboso delle platee dei cinema, ma accentuava anche la paura del presente. Il cinema apocalittico è a suo modo l’espressione del trauma della modernità trionfante, la concretizzazione visiva del pericolo immaginato e delle inquietudini sociali. In un certo senso, ciò che questi film fanno è “predire il futuro” mettendolo in scena: non rivelano quel che avverrà, ma quel che potrebbe accadere dilatando iperbolicamente l’immaginazione del rischio.

Pier Paolo Pasolini. Folgorazioni figurative. Catalogo della mostra (Bologna, 1 marzo-16 ottobre). Ediz. a colori

a cura di M. A. Bazzocchi

euro 23,00

Cineteca di Bologna (marzo 2022)

Nel 1962 Pier Paolo Pasolini dedica il suo secondo film, “Mamma Roma”, a Roberto Longhi, il professore che gli ha fatto lezione a Bologna vent’anni prima. Pasolini dichiara di essergli debitore di una ‘folgorazione figurativa’. Le immagini che Longhi proiettava in aula, i particolari delle opere di Masaccio, avevano folgorato il giovanissimo studente. Questo volume vuole condurre il lettore attraverso gli anni della formazione di Pasolini, pittore e poeta, fino ai suoi esordi cinematografici e alla sua fama di intellettuale e di regista. Ogni film di Pasolini viene rivisto con l’occhio rivolto a quelle ‘folgorazioni figurative’ della sua formazione. Attraverso il cinema Pasolini ha espresso la trasformazione antropologica dell’Italia, dal dopoguerra agli anni del neocapitalismo borghese. Ma sarebbe impossibile cogliere questa azione politica dell’immaginazione senza capire come le immagini sono diventate la forma stessa del suo pensiero. Un pensiero che trova nel cinema il luogo dove tornano a vivere le memorie di mondi infiniti e lontanissimi. Eppure tutto e nato dalle riproduzioni in bianco e nero che uno studente non ancora ventenne aveva osservato in una piccola aula di via Zamboni a Bologna.

Il cinema di Truffaut

di Paola Malanga

euro 25,00

Baldini & Castoldi (febbraio 2022)

François Truffaut: il giovane cinefilo che, all’inizio degli anni Cinquanta, inventa un nuovo modo di fare critica, scoprendo Hitchcock e il cinema americano; il regista che inaugura la Nouvelle Vague con I quattrocento colpi; e soprattutto l’artista che sa trasformare il personale in universale, e rivolgersi a tutti gli spettatori, ma parlando a uno a uno, confidenzialmente. I suoi film, al contrario di quelli di molti suoi compagni d’avventura, restano, inattaccabili dal tempo che passa, e il vuoto che ha lasciato alla sua morte, nel 1984, è uno dei più lancinanti nel cinema contemporaneo. Paola Malanga ci racconta un Truffaut a tutto tondo, maestro di insolenza e di tenerezza, capace di amori dissennati e di odi furibondi, e allo stesso tempo ricostruisce un’intera epoca, quella dei «Cahiers du cinéma» di André Bazin e della Cinémathèque di Henri Langlois, sullo sfondo della guerra d’Algeria e del Maggio ’68. Senza rinunciare a un’analisi dettagliata film per film, chiedendosi ogni volta le ragioni di successi e flop, capolavori e mezzi fallimenti. Che è l’unico modo per rendere giustizia a un uomo che Gérard Depardieu ha descritto con queste parole: «Era un ribelle, un estremista in tutto. Ed era generoso sempre dieci secondi in anticipo sulla generosità degli altri, come Platini sul pallone. Con un’eleganza folle». Fa bene rivedere i suoi film, fa bene ripassare la sua vita. Perché sia i film che la vita di François Truffaut ci ricordano che è sempre possibile sottrarsi a destini decisi da altri – la società, gli algoritmi, il sistema del consenso, la logica del consumer – per scrivere la propria storia. La riedizione di questo libro, uscito per la prima volta nel 1996, è rivolta non solo a chi sente la mancanza di Truffaut, ma anche e soprattutto a chi non lo conosce. Nella speranza che i giovani di oggi e di domani possano trovare in lui un compagno segreto per portare alla luce e far avverare anche i sogni che sembrano impossibili. O almeno provarci. Prefazione di Paolo Mereghetti.

Caro Pier Paolo

di Dacia Maraini

euro 18,00

Neri Pozza (marzo 2022)

«Caro Pier Paolo, ho in mente una bellissima fotografia di te, solitario come al solito, che cammini, no forse corri, sui dossi di Sabaudia, con il vento che ti fa svolazzare un cappotto leggero sulle gambe. Il volto serio, pensoso, gli occhi accesi. Il tuo corpo esprimeva qualcosa di risoluto e di doloroso. Eri tu, in tutta la tua terribile solitudine e profondità di pensiero. Ecco io ti immagino ora così, in corsa sulle dune di un cielo che non ti è più ostile». (Dacia Maraini). Pier Paolo Pasolini è un autore di culto anche per i più giovani. La sua è stata una vita fuori dagli schemi: per la forza delle sue argomentazioni, l’anticonformismo, l’omosessualità, la passione per il cinema, la sua militanza e quella morte violenta e oscura. Sono passati cento anni dalla sua nascita, e quasi cinquanta dalla sua scomparsa. Eppure è ancora vivo, nitido, tra noi, ancora capace di dividere e di appassionare. Di quel mondo perduto, degli amici che lo hanno frequentato, della società letteraria di cui ha fatto parte, c’è un’unica protagonista, che oggi ha deciso di ricordare e raccontare: Dacia Maraini. Dacia Maraini è stata una delle amiche più vicine a Pier Paolo. E in queste pagine la scrittrice intesse un dialogo intimo e sincero capace di prolungare e ravvivare un affetto profondo, nutrito di stima, esperienze artistiche e cinematografiche, idee e viaggi condivisi con Alberto Moravia e Maria Callas alla scoperta del mondo e in particolare dell’Africa. Maraini costruisce questa confessione delicata come una corrispondenza senza tempo, in cui tutto è presente e vivo. Nelle lettere a Pier Paolo che definiscono l’architettura narrativa del libro hanno un ruolo centrale i sogni che si manifestano come uno spazio di confronto, dove affiorano con energia i ricordi e si uniscono alle riflessioni che la vita, il pensiero e il mistero sospeso della morte di Pasolini ispirano ancora oggi all’autrice. Lo stile intessuto di grazia e dolcezza, ma anche di quella componente razionale e ferma, caratteristica della scrittura di Dacia, fanno di questo disegno della memoria che unisce passato, presente e futuro non solo l’opera piú significativa, ma l’unica voce possibile per capire oggi chi è stato davvero un uomo che ha fatto la storia della cultura del Novecento.

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (MARZO 2022)

Posted by on Ott 6, 2021 in foto cover, novità editoriali | 0 comments

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (MARZO 2022)

STORIA CINEMATOGRAFICA DELLA SCUOLA ITALIANA

di Davide Boero

euro 18,00

Lindau (febbraio 2022)

Tutti condividiamo l’esperienza della scuola, da studenti, da genitori o da fruitori dei media, e in qualche modo tutti ci sentiamo autorizzati a parlarne. Amata acriticamente o criticata costruttivamente, la scuola è stata indagata da molteplici prospettive e particolarmente interessante è quella del cinema: i film documentano l’idea che i registi – così come il pubblico di riferimento – hanno dei processi di insegnamento, con il corredo di luoghi comuni che spesso l’accompagnano. In questo volume Davide Boero, attraverso un percorso filmico organizzato per cicli e cronologico, ci offre uno spaccato di facile consultazione delle numerose rappresentazioni che vedono l’istruzione pubblica primo attore del cast.

SHAKESPEARE E IL SUO CINEMA

di Fabrizio Sebas Caleffi

euro 9,00

Book Time (febbraio 2022)

Caleffi ama raccontarsi con le parole «Je so’ pazzo je so’ pazzo/ ho il popolo che mi aspetta/ e scusate vado di fretta/ […] je so’ pazzo/ ed oggi voglio parlare»: di Shakespeare e del cinema da (di) Shakespeare. Caleffi conosce il tema dalle due prospettive, dall’alto e dal basso. E, come ama fare, gioca col Bardo. È come se fosse seduto con lui a un tavolino sorseggiando un aperitivo. È come se gli proponesse dei format diversi da quelli che, da oltre quattrocento anni, diecimila, centomila volte sono stati proposti: profondi, colti, intelligenti, appropriati. È da questi aggettivi che Caleffi intende scappare. Così, in ogni senso e nonsense, le sue incursioni culturali sono piratesche e insofferenti di ogni regola precostituita. Ma c’è del metodo in questo non-metodo. Qui si viaggia in tutte le direzioni fra testi e contesti, in una sintesi di fiction e docufiction, supposizioni biografiche e biografie romanzate, e la prospettiva storica è tutto tranne che cronologica. Il teatrante Caleffi, da narratore, narra. E si mette in gioco, giocando col suo Shakespeare, da attore ad attore, da commediografo a commediografo, da regista a poeta. Ma l’autore, in quella che chiama ouverture, esce dal gioco e dal sogno, ritrova le dimensioni e, in una sorta di excusatio e di promemoria, evoca due momenti apicali della letteratura e dell’incanto: il monologo di Amleto e quello di Antonio nel Giulio Cesare. Naturalmente non tradisce se stesso, li (ri)traduce.

NOUVELLE VAGUE ITALIANA – IL CINEMA DEL NUOVO MILLENNIO

di Vito Zagarrio

euro 24,00

Marsilio (gennaio 2022)

Da decenni il cinema italiano è in crisi, travolto dai problemi dell’industria e della società italiane. Ma sono evidenti ormai molti segnali di un rinnovamento profondo, dal punto di vista del modo di produzione e dello stile, dei linguaggi e dei paesaggi. Dopo «Cinema italiano anni novanta», Zagarrio prosegue in questo libro la re-visione del cinema nazionale, indagando gli anni duemila nelle sue dinamiche autoriali e tematiche: dagli autori tipici del nuovo millennio (Garrone, Sorrentino) ai vecchi e nuovi maestri (Bellocchio, i Taviani, Scola, Moretti, Tornatore), alla nuova generazione (Giovannesi, Guadagnino), al cinema al femminile (Rohrwacher, Nicchiarelli, Labate), al cinema del reale (Quatriglio, Bertozzi), al nuovo star system, al tema dell’identità di genere.

LA GRECIA SECONDO PASOLINI – MITO E CINEMA (NUOVA EDIZIONE)

di Massimo Fusillo

Euro 23,00

Carocci (febbraio 2022)

Nel multiforme universo creativo di Pier Paolo Pasolini la Grecia è una presenza ossessiva, fin dalle prime traduzioni giovanili. Il mito antico era infatti una potente metafora di quella civiltà contadina magica e sacrale che è stata da sempre il suo vero oggetto d’amore. Apparso nel 1996 e ora riproposto in una nuova versione aggiornata, questo saggio affronta le tre grandi tragedie greche che hanno affascinato Pasolini, dando vita a diverse opere teatrali e cinematografiche: “l’Orestea”, rivissuta come utopia politica di una sintesi fra cultura arcaica e cultura moderna; l'”Edipo re”, reinterpretato alla luce della psicoanalisi e del proprio vissuto, e infine “Medea”, riletta in chiave antropologica, come punto di arrivo di una sfiducia crescente nei poteri del logos occidentale. DIVE DEL CINEMAdi Francesco Costaeuro 20,00Le Nuove Onde (febbraio 2022)La diva, nata insieme al cinema, è l’oggetto del desiderio di milioni di persone in tutto il mondo. In una carrellata che percorre tutto il Novecento si susseguono settanta ritratti di dive, scritti come avvincenti racconti e corredati di filmografia parziale: si passa dalle dive del cinema muto italiano alle leonesse di Hollywood degli anni Trenta, dalle dive del regime fascista in Italia alle sirene del cinema nazista in Germania, dalle star del dopoguerra a Hollywood e in Europa, fino all’antidiva del Sessantotto e alle muse dei grandi registi, per finire con le dive di oggi, in un libro che è soprattutto un appassionato tributo alla forza delle donne che, contribuendo in misura rilevante all’emancipazione femminile, riuscirono in contesti mai facili a scolpire il proprio nome, per dirla con Virginia Woolf, “nella volta del cielo”.

DIABOLIK ALLA MOLE (EDIZIONE ILLUSTRATA)

a cura di Luca Beatrice

euro 24,00

Silvana (gennaio 2022)

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino celebra i sessant’anni di Diabolik, nato nel 1962 dalla fantasia delle sorelle Angela e Luciana Giussani e trasformatosi negli anni in fenomeno sociale e culturale, simbolo dell’Italia del boom economico e del suo ingresso nella modernità. Il mito di questo antieroe e della compagna Eva Kant, neri come la notte, misteriosi e sfuggenti, deve buona parte della propria fortuna al fumetto e ai suoi disegnatori, ma non solo. Questo libro infatti ripercorre le vicende di Diabolik al cinema – dal film interrotto alla pellicola di Mario Bava del 1968, fino alla versione attuale dei Manetti bros. – e le incrocia con le arti visive e il design, con la cronaca nera dei primi anni sessanta, con la leggenda della Jaguar E-Type, una delle automobili più belle della storia.

BELLI E DANNATI – VOLTI TRAGICI DEL CINEMA DEL NOVECENTO

di Luigi Luca Borrelli

euro 22,00

Odoya (febbraio 2022)

L’immagine del bello e dannato ha dominato il cinema del Novecento, facendosi oggetto del desiderio e dell’emulazione delle masse. La sua fisionomia è mutata con il cambiare dei tempi, dei paesi e dei generi cinematografici, ma nell’immaginario collettivo e nella società la sua figura è rimasta impressa costantemente e ha assunto un aspetto mitico, contribuendo di fatto alla formazione della personalità di moltissimi individui. Così il divismo di Rodolfo Valentino e Tyrone Power, due stelle dell’epoca d’oro di Hollywood, è stato differente da quello tormentato di John Garfield, che spianò la strada alla nuova generazione di Montgomery Clift, Marlon Brando e James Dean. E sempre Hollywood vide nel gallese Richard Burton una proiezione dei suoi sogni, poi proseguita in Steve McQueen, Mickey Rourke e River Phoenix, a chiudere un cerchio della storia degli Stati Uniti. In parallelo, anche i volti scolpiti dei divi europei rivaleggiarono con quelli dei colleghi d’oltreoceano: dalla tragedia italiana di Osvaldo Valenti all’aura triste di Gérard Philipe, dalla malinconia di Jean Gabin fino al glaciale distacco di Alain Delon e alla bellezza decadente di Helmut Berger. Questo saggio si propone di indagare, attraverso un secolo di cinema, la figura del bel tenebroso – che in qualche modo la settima arte sembra ereditare dalla grande letteratura dandole un volto nuovo – anche attraverso un’analisi della società e del cinema del tempo e non senza interrogarsi sui suoi risvolti esotici e contemporanei: esiste ancora il mito del bello e dannato nel terzo millennio? Quali attori oggi possono incarnarlo?

L’ALIENO E IL PIPISTRELLO – LA CRISI DELLA FORMA NEL CINEMA CONTEMPORANEO

di Gianni Canova

euro 13,00

Bompiani (febbraio 2022)

Gianni Canova alle prese con il cinema che spesso viene etichettato di intrattenimento o genere: il fantastico. Le due grandi serie di Alien e Batman diventano il campo privilegiato per indagare la mutazione profonda in atto non solo nel cinema, ma anche nel mondo che produce questi racconti filmici o mitologie contemporanee. Ciò che è estraneo fuori (o dentro) di noi e ciò che spaventa diventano due cartine di tornasole per interrogarci sulla società di oggi, anche a partire da pellicole di celluloide. In un saggio estremamente godibile e divertente, con integrazioni e aggiornamenti dell’autore, ritroviamo tutta la sua capacità analitica sulla crisi della forma che investe il cinema contemporaneo ma anche sulle dinamiche sociali e culturali in atto in questo inizio di XXI secolo.

AGATHA CHRISTIE – DALLA PAGINA ALLO SCHERMO

di Silvia Stucchi

euro 9,00

Book Time (febbraio 2022)

Come ha potuto una compita signorina vittoriana di buona famiglia diventare la giallista più celebre del pianeta, il cui nome è ancora oggi sinonimo di geniale rompicapo? Come è possibile che un’amabile signora inglese, in completo di tweed e con l’immancabile filo di perle, per oltre cinquant’anni abbia costruito la sua carriera di scrittrice sul racconto di delitti perpetrati con crudeltà e astuzia? Da quale fervida fantasia creatrice sono scaturite due delle figure di investigatori più famosi e amati al mondo, entrambi “nati anziani”, il piccolo belga ossessionato dall’ordine e dalla simmetria, Hercule Poirot, e la vecchia signorina di campagna dall’intuito infallibile, Miss Jane Marple? E quanti attori e attrici si sono cimentati, nel corso dei decenni, a vestire, con maggiore o minore successo, i panni di questi due detective? In questo volume, Silvia Stucchi esamina caratteri e costanti della produzione di Agatha Christie e alcuni fra i suoi più noti adattamenti cinematografici e televisivi, evidenziando quanto poco convenzionale sia stata la personalità di questa autrice e cercando di individuare la chiave del suo imperituro successo.

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (FEBBRAIO 2022)

Posted by on Ott 6, 2021 in foto cover, novità editoriali | 0 comments

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (FEBBRAIO 2022)

LE IMMAGINI DELL’AMORE

di Roberto De Gaetano

Marsilio (gennaio 2022)

euro 14,00

Come rappresentare l’amore? La filosofia lo ha pensato, la letteratura lo ha narrato, il cinema lo ha immaginato. Ma i tre momenti non sono separabili, e il cinema svolge un ruolo decisivo nel tenerli insieme. Questo libro prova a ripercorrerli, attraversando filosofia e letteratura, e arrivando al cinema, per interrogarsi su un sentimento fondativo della presenza dell’uomo al mondo. Sospeso tra umano e divino, povertà e ricchezza, l’amore fin da Platone è stato identificato dalla preposizione «tra». Ma i grandi generi letterari – a eccezione della commedia – hanno spesso eluso questo tratto intermedio dell’amore, riconsegnandone immagini codificate e semplificate (come il melodramma). Il cinema come arte della modernità ha saputo rielaborare le forme mitiche dell’amore depositate nei generi classici facendole accedere alla problematicità della narrazione romanzesca. L’autore riflette su questi temi, leggendoli attraverso dieci classici della storia del cinema: Aurora (1927) di Murnau; Una gita in campagna (1936) di Renoir; L’orribile verità (1937) di McCarey; I racconti della luna pallida d’agosto (1953) di Mizoguchi; Monica e il desiderio (1953) di Bergman; Jules e Jim (1962) di Truffaut; Ultimo tango a Parigi (1972) di Bertolucci; Racconto d’inverno (1992) di Rohmer; Bright Star (2009) di Campion; Cold War (2018) di Pawlikowski.

TOGNAZZI ’60

di Alessandro Garavaglia

Bibliotheka (gennaio 2022)

euro 17,00

3° volume della collana “Cinema del ‘900”. A cura di Massimo Moscati. Una nuova collana che, attraverso il ritratto di dieci attori/registi, rievoca 100 anni di cinema italiano, tracciandone le coordinate stilistiche e tematiche. Un’arbitraria, quanto rigorosa istantanea, di una grande e lunga stagione del nostro cinema, dagli albori fino alla fine del secolo scorso. Nel centesimo anniversario della nascita, il libro ripercorre il periodo cruciale che ha lanciato Ugo Tognazzi nel firmamento cinematografico italiano. Interprete polivalente, la sua intelligenza del mestiere e l’istinto formidabile lo rendono apprezzato protagonista di alcuni tra i più prestigiosi registi italiani. Il lettore potrà rivivere il fermento creativo dell’epoca attraverso il racconto di grandi successi che sono entrati di diritto nella storia del costume, riscoprire classici della nostra commedia o film talvolta ingiustamente dimenticati. Un vademecum e anche un punto di partenza per la riscoperta di un attore a cui va reso il giusto tributo per aver saputo più di tutti incarnare l’uomo medio, con il coraggio di riprodurne a volte i tratti anche ripugnanti. Completano il libro un capitolo sulla vita e la carriera prima dei Sessanta, un approfondimento sul cinema italiano della decade e una conclusione sugli anni 1970-1990 che tratteggiano il ritratto di un artista che è riuscito nel cinema “con grande disinvoltura, a portare un personaggio che si chiama Tognazzi”.

SCRITTI VOL. 2

di Elvezio Sciallis

Malpertius (gennaio 2022)

euro 15,90

In questo secondo volume della collana che raccoglie e ripropone gli scritti di Elvezio Sciallis tutta la scena se la prende il Cinema, horror soprattutto, ma non solo, come avrete modo di leggere. In questi pezzi, tutti originariamente pubblicati nel 2014, Elvezio Sciallis dimostra tutta la competenza, la passione e l’amore per il cinema, che ne hanno fatto uno dei più importanti riferimenti per chiunque si voglia accostare alla produzione cinematografica di genere. Sempre attento a definire il contesto, l’ambiente, e le connessioni che le pellicole di cui tratta stabiliscono con la storia del cinema di genere, con il mondo circostante e con il loro pubblico di riferimento, Elvezio Sciallis non dimentica di proporre illuminanti notazioni tecniche, senza tralasciare le osservazioni personali che sono forse il tratto più gustoso delle sue recensioni. Tra i pezzi raccolti in queste pagine ce ne sono parecchi che si riferiscono al cosiddetto cinema estremo, ma non mancano articoli dedicati a pellicole più mainstream, o a progetti che esulano completamente dal contesto horror, indubbio protagonista di questo volume. Questo secondo volume è arricchito dal ricordo che ci ha regalato Michele Orti Manara, che come molti di noi ha conosciuto Elvezio grazie alle pagine virtuali di Malpertuis e poi non l’ha più abbandonato.

UN CINEASTA DELLE RISERVE

GIANNI CELATI E IL CINEMA

di Gabriele Gimmelli

Quodlibet (settembre 2021)

euro 27,00

Gianni Celati è uno scrittore cinefilo. Dai primi romanzi, ispirati alle slapstick comedies di Buster Keaton e Laurel & Hardy, fino ai saggi dedicati ai registi più amati (Antonioni, Wenders, Fellini), non ha mai smesso di indicare nel cinema un ingrediente fondamentale della propria poetica. Passato dietro la macchina da presa, ha realizzato un pugno di film singolari e inclassificabili, a metà strada tra fiction e non-fiction: fra questi, Strada provinciale delle anime (1991), Case sparse. Visioni di case che crollano (2003), Diol Kadd. Vita, diari e riprese in un villaggio del Senegal (2010). Alternando documenti inediti e testimonianze di amici e collaboratori, ricostruzioni storiche e puntuali analisi dei singoli film, Gabriele Gimmelli ripercorre il rapporto fra Celati e il cinema: la genesi delle opere, i progetti non realizzati, le collaborazioni artistiche e umane con Carlo Gajani, Luigi Ghirri, Giuliano Scabia, Alberto Sironi. Sullo sfondo, costante, la scommessa di una letteratura in grado di superare se stessa, capace di trasformarsi in voce, gesto o immagine. La sfida coraggiosa di uno dei maggiori e al tempo stesso inafferrabili narratori italiani d’oggi.

JOEL E ETHAN COEN

a cura di Giacomo Manzoli

Marsilio (novembre 2013)

euro 12,50

Joel e Ethan Coen sono due cineasti geniali che hanno saputo rilanciare la tradizione del cinema indipendente fondendo assieme la bizzarria del b-movie, la graffiante acutezza dell’umorismo yiddish e l’epica narrazione della grandezza e del declino, estetico e morale, dell’impero americano. scrittori e registi di intelligenza diabolica, specie nell’inventare un catalogo di personaggi assurdi e emblematici al contempo, hanno fin qui attraversato tutti i generi e i toni, alternando commedie grottesche e scatenate a teoremi politico-sociologici, nel segno di un doloroso e straniante senso del tragico.

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (GENNAIO 2022-2)

Posted by on Ott 6, 2021 in foto cover, novità editoriali | 0 comments

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (GENNAIO 2022-2)

TOTÒ ’50

di Massimo Moscati

Bibliotheka (dicembre 2021)

euro 17,00

Tutto quello che c’è da sapere su Antonio de Curtis, in arte Totò, il principe della risata. Il saggio analizza in dettaglio i film interpretati da questo straordinario attore nel corso degli anni ’50, il decennio della sua indiscutibile consacrazione da parte del pubblico (senza dimenticare il “prima” e il “dopo”, il teatro, la Tv, la vita). Pellicole che, anche grazie alla sua impareggiabile vis comica, sono riuscite a dare un quadro vividissimo della società italiana del dopoguerra.

LA RISATA DEL JOKER

METAMORFOSI DELLO STORYTELLING NEL CINEMA AMERICANO

di Paola Della Torre

Studium (dicembre 2021)

euro 20,00

Il cinema americano fin dalle sue origini ha optato per un racconto coerente e comprensibile che mette al centro della storia un eroe o un’eroina, portatori di determinati valori e visioni del mondo. Ognuno di questo eroi segue un arco narrativo che lo porta ad uscire dal mondo ordinario per affrontare l’ignoto e ritornare al mondo di partenza, profondamente modificato nella sua psicologia e nel suo modo di essere. È quello che viene definito “il viaggio dell’eroe”, lo storytelling che, fin da prima della nascita del cinema, caratterizza i grandi racconti che sono stati narrati nel corso della storia dell’umanità. Dal cinema primitivo a quello contemporaneo questo modello narrativo non è sostanzialmente cambiato, ma quello che è cambiato radicalmente è la tipologia di eroi od eroine che vengono raccontate. Come e perché si è passati dall’eroico pompiere raccontato in uno dei primi film del cinema muto americano all’anti-eroe nichilista Joker, dell’omonimo film vincitore dell’Oscar, che non spegne gli incendi ma invece li appicca creando caos e violenza per le strade della città? Il libro, attraverso l’analisi di alcuni film paradigmatici delle varie epoche del cinema (dal muto alla contemporaneità), racconta ed analizza questo mutamento, figlio del cambiamento del contesto socioculturale di cui i film sono uno specchio.

RINCORSA ALLE OMBRE

SCRITTI DI CINEMA

VOL. 1: GLI INIZI

di Guido Gerosa

Falsopiano (dicembre 2021)

euro 19,00

Guido Gerosa (1933-1999), è stato una delle grandi firme del giornalismo italiano. Giovanissimo, ha iniziato a collaborare al quotidiano “La Notte”, per poi diventare inviato speciale e corrispondente dagli Stati Uniti di “Epoca” (di cui sarà in seguito direttore) e dell'”Europeo”. Vicedirettore del “Giorno”, nei suoi articoli ha raccontato ogni aspetto della società contemporanea: le guerre, la politica, i più significativi fenomeni di costume. Grandi fatti e movimenti della storia che ha descritto anche nei suoi libri, da Cronache dell’età atomica a I cannoni del Sinai. La sua grande passione per il cinema risale ai tempi del Liceo (dove conosce il poeta Vittorio Sereni), un interesse che ha coltivato per tutta la vita. Non a caso, le sue prime prove giornalistiche, contenute in questo volume, sono recensioni di film e saggi su autori e registi, spesso con intuizioni lungimiranti che hanno anticipato di molti anni certe riscoperte della critica, come la precoce analisi dei film di Ferdinando Maria Poggioli (in Da Giarabub a Salò, pubblicato nel 1963 dalle edizioni di “Cinema Nuovo”). Negli anni ’50 e ’60, dopo avere vinto il prestigioso Premio Pasinetti-Cinema Nuovo, Gerosa pubblica un gran numero di saggi sulle riviste più autorevoli del settore, da “Cinema” a “Bianco e Nero”, dalla “Rassegna del film” a “Schermi” (dove è stato redattore), affiancando il suo nome a quello dei più importanti critici e studiosi, da Guido Aristarco a Luigi Chiarini, a Morando Morandini. Negli anni ’60 continua ad occuparsi di cinema a “Epoca”, con interviste esclusive a dive come Gene Tierney e a maestri del calibro di Mario Soldati. Successivamente riprenderà l’antica passione per il cinema e la televisione scrivendo una serie di interventi su “Telesette” e “Film TV”, raccontando con immutato entusiasmo, con la profondità del teorico e la curiosità del cronista, un mondo che l’ha sempre affascinato. Questo libro, il primo di due volumi a lui dedicati, racconta i suoi primi passi, in larga parte inediti, come critico e studioso di cinema.

PRESO DALLA VITA

UNA COMMEDIA DEL NEOREALISMO

di Dino Risi

Ets (dicembre 2021)

euro 10,00

Roma, fine anni Cinquanta, un produttore farlocco si rivolge a un regista del neorealismo da tempo ritiratosi a vita privata. Vuole realizzare un film in cui i protagonisti sono un disoccupato sull’orlo del suicidio e un’ex reginetta di bellezza. Tra continui compromessi e difficoltà di ogni tipo il lavoro sarà portato a termine, ma a che prezzo? Dopo Il viale della speranza e prima di Telefoni bianchi e Sono fotogenico, il progetto mai realizzato di Preso dalla vita, titolo che è anche quello del film nel film, ironizza sul mondo del cinema e in particolare sulla stagione del neorealismo. Dino Risi tratteggia insieme all’amico Fabio Carpi (negli anni in cui i due lavorano insieme anche a Il vedovo e a A porte chiuse) una storia pungente profonda, capace di far sorridere, ma che al contempo anticipa i film più maturi del regista, proponendo un’acuta riflessione sui (falsi) miti del cinema. Prefazione di Marco Risi.

MENAMOSE

STORIE IMPENSABILI DI UN CINEMA IMPROBABILE

EDIZ. ILLUSTRATA

di Steve Della Casa

Sagoma (dicembre 2021)

euro 15,00

Per chi, come Steve Della Casa, addirittura mutua il proprio nome da un’icona del cinema Peplum, Steve Reeves, un omaggio al cinema Bis degli anni Sessanta era un approdo inevitabile. Un cinema che era il crocevia di personaggi improbabili che in questo contesto spesso cercavano di sbarcare alla meglio il lunario provenendo dai contesti e dagli ambienti più diversi. Ecco allora trentacinque brevi storie conosciute e misconosciute, verosimili ma spesso inverosimili, dei (non) protagonisti della più grande stagione del cinema italiano. Volti noti senza nome che questo mini-dizionario cerca di riscattare dall’oblio, tra excursus biografici, aneddoti e interviste esclusive. Per riscoprire il mito fuori e dentro il grande schermo.

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (GENNAIO 2022)

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NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (GENNAIO 2022)

I nuovi libri sul cinema che puoi trovare nella nostra libreria questo mese:

HOLLYWOOD BABILONIA

di Kenneth Anger

Adelphi (dicembre 2021)

euro 16,00

In questo libro, che Susan Sontag ha definito «leggendario come ciò di cui parla», Kenneth Anger si è rivelato il primo adeguato chroniqueur, il più felice e amaro favolista del mondo di Hollywood. Con tocco sicuro, da grande maniaco del cinema, Anger ci fa constatare come gli scandali, i pettegolezzi, i suicidi, gli amori, le morti sospette, le perversità, i trionfi, i delitti e gli imbrogli avessero un altro colore a Hollywood: quei fatti sordidi e scintillanti andavano infatti subito a disporsi tra le vaste costellazioni dello star system, le loro oscurità nutrivano la luce irreale dello schermo. «Più stelle che in cielo» era un motto della Metro Goldwyn Mayer. Oggi, dopo decenni in cui lo star system è stato additato come macchina di depravazione commerciale e di svendita dell’arte al dollaro, cominciamo finalmente a intenderlo alla lettera: sistema di miti, orbite di astri, varianti e ripetizioni inesauribili di Storie e Figure Esemplari. In fondo, l’unico grande sistema mitologico che il nostro tempo abbia saputo offrirci. E, guidati da Kenneth Anger, qui ci avviciniamo al mito di Hollywood con lo spirito che gli è più congeniale: quello di Laforgue, dove la devozione si congiunge al sarcasmo e la parodia non si pone alla fine dei tempi ma alla loro origine. La Babilonia di gesso che Griffith fece costruire nel 1915 per accogliervi centinaia di comparse, e poco tempo dopo era un cimitero di relitti e di erbacce, è il luogo perenne del cinema, e da questo punto – soglia dell’Epoca dei Dubbi Splendori, quando Hollywood appariva a un osservatore attendibile come Aleister Crowley abitata da «una banda di maniaci sessuali pazzi di droga» – giustamente muove il racconto di Anger. Fatty e Hearst, Chaplin e Valentino, von Stroheim e Mae West, Errol Flynn e Marlene Dietrich, Lupe Velez e Robert Mitchum, Lana Turner e Judy Garland, e tanti nomi ormai sepolti, sfilano tutti davanti a noi, fra episodi atroci e dettagli oltraggiosi, in immagini della loro vita intima che si mescoleranno per sempre a quelle delle loro opere. Perché è appunto una caratteristica del sistema di Hollywood quella di essere onnivoro: tutto ciò che riguarda i suoi personaggi gli appartiene, tutto fa parte della sua scena, le gonnelline di Shirley Temple come l’epidemia di suicidi con il Seconal. Alla fine, si ha addirittura il sospetto che le ragioni commerciali stesse siano il pretesto per una grandiosa e involontaria applicazione dell’art pour l’art. Così, anche Hollywood Babilonia fa parte del cinema di Hollywood: al termine di queste pagine, dove il testo vive dentro le immagini e le immagini dentro il testo, dove nessun particolare è superfluo e tutti hanno un loro cupo smalto, come in un von Stroheim di ambiente californiano, potremmo dire di aver visto il cinema raccontare se stesso in un grande film nero.

UOMINI CONTRO DI FRANCESCO ROSI

EDIZ. ILLUSTRATA

di Savino Carrella

Gremese (novembre 2021)

euro 19,50

Tratto da “Un anno sull’Altipiano”, diario di guerra di Emilio Lussu, “Uomini contro” è un film non genericamente pacifista, bensì radicalmente antimilitarista, che poteva nascere soltanto nella stagione del Sessantotto, quando si espressero la libertà e il coraggio di mettere in discussione i miti pazientemente inculcati da fascismi vari e finte democrazie. Per la prima volta vi si svela in modo inequivocabile la natura vera della Grande Guerra e di tutte le guerre: non uomini di una nazione contro uomini di un’altra, ma classi dirigenti contro classi subalterne, ricchi contro poveri. E la forza del film sta nel fatto che la violenza insensata non è un prodotto della pazzia degli uomini ma della logica del militarismo. A distanza di cinquant’anni dall’uscita del film (1970), questo libro ne analizza la genesi e le motivazioni, ne racconta i problemi finanziari e di censura, ne descrive le sequenze principali confrontandole con il testo di Lussu, ne mostra il messaggio di straordinaria universalità.

A L’IMPOSSIBLE JE SUIS TENU

PER UNA DISAMINA TRASVERSALE DELLA FIGURA E DELLA CINEMATOGRAFIA DI XAVIER DOLAN

di Flaminia Fiocco

Pendragon (ottobre 2021)

euro 16,00

“A l’impossible je suis tenu” è una monografia sul cineasta franco-canadese Xavier Dolan. Nasce con lo scopo di raccogliere, analizzare, interpretare e antologizzare in fieri l’opera di uno dei registi più prolifici e discussi del panorama cinematografico contemporaneo. Diversamente dalla classica forma monografica, questo saggio si concentra sia sulla restituzione di una precisa figura autoriale, sia sull’enunciazione di spunti utili a una più profonda comprensione dei meccanismi e delle logiche che animano e alimentano il mondo del cinema. A tal proposito, la persona di Dolan viene indagata in quanto personaggio – ovvero individuo esistente in relazione a un particolare contesto geografico, politico e socio-culturale – e la sua cinematografia è presentata come occasione per riflettere sulle forme del racconto, sullo stile visivo, sulla forza dell’immagine e, più in generale, sulla capacità del cinema di generare emozioni.

UN’AUTOBIOGRAFIA O QUASI

di Akira Kurosawa

Luni Editrice (novembre 2018)

euro 24,00

I samurai sono parte del nostro immaginario. A forgiarne l’immagine hanno contribuito soprattutto una manciata di film, a partire dal classico di kurosawa “i sette samurai” (1954). I film storici sono stati il paradigma dominante del cinema giapponese dagli anni venti fino alla fine degli anni sessanta del novecento. In seguito il loro ascendente è calato, fino quasi a eclissarsi, per tornare alla ribalta solo sul finire degli anni novanta. Questi film sono stati e rimangono una fucina di innovazioni tecniche e narrative, oltre che un’inesauribile fonte di storie e personaggi memorabili. Per comprendere le sfumature del complesso sistema simbolico di rappresentazione della classe dei guerrieri del giappone feudale è necessario avventurarsi oltre i pochi film noti in occidente. Il libro non guarda solo ad autori conosciuti come kurosawa akira e mizoguchi kenji, ma anche alle opere di registi innovativi come ito daisuke, yamanaka sadao, kobayashi masaki, gosha hideo e tanti altri. L’analisi fa emergere come l’ambientazione storica sia spesso una metafora dei problemi e delle istanze del periodo in cui sono stati girati i film. Il volume presenta oltre cento anni di cinema storico giapponese, dai funambolici film muti d’avventura degli anni dieci fino alle vibranti riflessioni filosofiche del nuovo millennio. Si tratta di un repertorio di storie e pratiche di messa in scena dirompente, che passa dalle commedie scanzonate alle tragedie più cupe, da battaglie epiche a duelli leggendari, fino a storie d’amore contrastate e cronache di ribellioni spesso finite nel sangue. Un viaggio appassionante e sorprendente alla scoperta dello straordinario archivio visivo e culturale dei film storici giapponesi.

IL TRASCENDENTE NEL CINEMA

OZU, BRESSON, DREYER

di Paul Schrader

Donzelli (aprile 2010)

euro 18,00

Se lo stile trascendentale rappresenta un elemento di universalità all’interno delle molteplici possibilità di espressione che prendono corpo nella forma cinematografica, esso, insiste Schrader, può essere per così dire “isolato”, estratto dalle sue manifestazioni particolari, analizzato e definito ad opera del critico. Lo stile trascendentale si sforza di raggiungere l’ineffabile e l’invisibile, ma non è esso stesso tale, in quanto lo svolgimento della rappresentazione della trascendenza si svolge entro dinamiche temporali determinate. Così, nel volume di Schrader le differenze tra i film di Ozu, Bresson e Dreyer sono culturali e personali, mentre le loro similarità sono stilistiche, e rappresentano una riflessione sul trascendente nel cinema.

STORIA DEL CINEMA GIAPPONESE

di Roberta Novielli

Mrsilio (giugno 2001)

euro 32,00

Oltre cento anni di cinema giapponese percorsi attraverso gli snodi epocali, le scelte produttive, le grandi opere di molti singoli pionieri. Non solo nomi conosciuti in occidente ma anche registi meno noti e proposte da scoprire in una delle cinematografie più complesse e importanti del mondo. Corredato da estratti di documenti originali, il volume è uno strumento di consultazione per seguire la genesi dei capolavori dei grandi maestri come Ozu, Mizoguchi e Kurosawa, ma anche per avvicinarsi alle recenti tendenze e proposte che sempre più di frequente giungono dal Giappone. Prefazione di Oshima Nagisa.

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (DICEMBRE 2021/2)

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NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (DICEMBRE 2021/2)


TRA LE QUINTE DEL CINEMA

ALL’ORIGINE DELLA CRITICA CINEMATOGRAFICA ITALIANA

di Giustino Ferri

euro 12

Oligo (novembre 2021)

La prima proiezione pubblica a pagamento di una pellicola dei fratelli Lumière avvenne a Parigi il 28 dicembre del 1895. Già nel marzo dell’anno successivo i due pionieri del cinema riuscirono a organizzare delle serate a Torino, Roma e Milano. Agli italiani la loro invenzione apparve subito come una incredibile meraviglia, ma anche un mondo nel quale poter impiegare il proprio ingegno e la propria originalità. Così, nel giro di pochi anni, anche nel Belpaese sorsero sale cinematografiche e case di produzione, come la Cines (Roma, 1905), la Itala Film (Torino, 1906) e la Partenope Film (Napoli, 1907). Fu un momento particolarmente fecondo per gli sviluppi della cinematografia e quando lo scrittore Giustino Ferri siglò (nel settembre del 1906) sulle pagine de “La lettura” allegata al “Corriere della Sera” il suo testo “Tra le quinte del cinema” fu probabilmente il primo critico a raccontare in presa diretta lo sviluppo e le suggestioni di quell’arte visiva che tanto stava stupendo il mondo.

STAR WARS. LA POETICA DI GEORGE LUCAS

LE AVVENTURE DI UN RAGAZZACCIO CON AMBIZIONI EROICHE

di Federico Greco

euro 20

La Nave di Teseo (novembre 2021)


Per la prima volta un’analisi a tutto tondo dell’universo di Star Wars, tra rigorosa riflessione sulla scrittura cinematografica e affascinante viaggio nel profondo del nostro inconscio. Federico Greco coniuga storie e suggestioni, genesi e influenze del più formidabile prodotto audiovisivo (e non solo) di tutti i tempi: la saga di Guerre stellari, dalla prima, mitica, trilogia, fino alle uscite più recenti. Dall’antropologia alla storia, dalla psicanalisi alla filosofia, le vicende e le storie che hanno portato alla creazione di una grande mitologia contemporanea. Un libro utile per tutti gli appassionati di cinema, filosofia, cultura pop e fantascienza. Un tentativo ambizioso, e riuscito, di ricollegare i punti, in un gioco di specchi che consente per la prima volta una visione completa, esaustiva e al tempo stesso accessibile e leggera della genesi ideale e della realizzazione del capolavoro di George Lucas.

LOOK OVER LOOK

IL CUORE FOTOGRAFICO DEL CINEMA DI STANLEY KUBRICK

di Caterina Martino

euro 18,00

Mimesis (novembre 2021)


Kubrick? Le sue biografie ci hanno raccontato il passaggio dal mestiere di fotoreporter (già a diciassette anni assunto dalla rivista “Look”) a quello di fi lmmaker indipendente e poi di regista di kolossal come 2001: Odissea nello spazio e Barry Lyndon. L’apertura dello Stanley Kubrick Archive ci ha introdotto nei vari progetti non realizzati. Ma la conoscenza approfondita del suo lavoro fotografi co – un’esperienza maturata nella stessa New York di Diane Arbus, Weegee, William Klein, Robert Frank, Elliott Erwitt e gli altri innovatori di cui Kubrick è stato amico personale o allievo indiretto – permette ora una nuova e originale rilettura di tutta l’opera, dall’esordio di Day of the Fight (un photo essay che diventa un fi lm) ai capolavori della maturità. Se Shining si chiude con una carrellata verso una foto (forse in omaggio al celebre corto Wavelength del regista/fotografo Michael Snow) e Full Metal Jacket ha fra i personaggi principali un fotoreporter di guerra, un po’ tutti i fi lm di Kubrick possono essere riletti come una riflessione sulle fotografi e (sempre presenti in quanto oggetti della quotidianità moderna) e sulla fotografi a (tecnologia madre del cinema, fermo-immagine come punto limite della modernità cinematografi ca). Partito da “Look” e arrivato all’Overlook Hotel, Kubrick ha attraversato tutti i generi conservando nelle sue immagini un’estetica che trova il suo cuore nella scuola fotografica di New York.

PASSIONI CRITICHE

I FILM DELLA VITA


a cura di Franco Montini e Piero Spila

euro 14

Edizioni Sabinae (ottobre 2021)

Se ai critici cinematografici è sempre doveroso richiedere l’applicazione di uno specifico metodo di valutazione e soprattutto il massimo di oggettività, in questo caso, al contrario, la raccomandazione è stata di essere assolutamente passionali. Insomma di svestirsi per quanto possibile dei panni professionali per indossare quelli dello spettatore tifoso, con esiti a volte piacevolmente sorprendenti. Il risultato è nelle pagine di questo libro

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (DICEMBRE 2021)

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NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (DICEMBRE 2021)

CINEMATERAPIA. CURARSI CON I FILM

RIMEDI CINEMATOGRAFICI PER OGNI STATO D’ANIMO

di Fiamma Andrea

Newton Compton (novembre 2021)

euro 12

Vuoi scacciare la tristezza? Ti serve una serata di relax per combattere lo stress? Hai voglia di una sana iniezione di felicità? Spesso usiamo il cinema per mettere in pausa i problemi di tutti i giorni, ma qual è il film giusto da vedere in un particolare stato d’animo? La risposta a questa domanda è finalmente arrivata. Cinematerapia è un atlante emotivo che attraverso più di cento film di epoche, paesi e generi diversi, consiglia la pellicola adatta al tuo stato emotivo. Quando siamo innamorati non adoriamo forse guardare film romantici? E se siamo affranti, un bel dramma che asseconda un pianto liberatorio non rimette a posto le cose? E spesso non è il personaggio di un film a ispirarci per trovare il coraggio di fare una scelta importante? Ogni scheda di Cinematerapia racconta la trama del film, l’emozione a esso associata – in una raccolta che unisce quelle più comuni come l’amore o la rabbia a quelle più particolari che non sapevi come definire finora – e poi curiosità, storie e critiche della pellicola, per ricordarci che i film, tra le tante cose che sanno fare, riflettono, ispirano, confortano. Ogni emozione ha trovato spazio sul grande schermo, anche quella che stiamo provando in questo momento. Non resta che sintonizzarsi ogni volta con un sentimento diverso: sorpresa, nostalgia, gioia, paura, meraviglia e tanto altro. Ci aspetta un viaggio indimenticabile alla scoperta del cinema… E di noi stessi. La prima guida cinematografica delle emozioni da consultare ogni giorno per scegliere il film giusto Ti serve una carica di energia? Vuoi combattere lo stress? La tua relazione è finita? Non perdere più intere serate per decidere quale film guardare… Esiste il film giusto per ogni stato d’animo! Innamorati con: Pretty woman, Titanic, Chiamami col tuo nome. Entusiasmati con: Bohemian Rhapsody, Harry Potter, Guerre stellari. Ritrova il buonumore con: Tootsie, Smetto quando voglio, Il ciclone …E vivi tante altre emozioni sul grande schermo.


PIER PAOLO PASOLINI. ACCATTONE

(NUOVA EDIZIONE)

di Parigi Stefania

Lindau (ottobre 2021)

euro 19,50

A distanza di sessant’anni dall’uscita, Accattone non ha perso la carica eversiva che nel 1961 suscitò un forte clamore di cronaca e l’intervento della censura. Lo si può guardare come un’aspra denuncia sociale delle condizioni di vita dei sottoproletari romani o come lo straordinario documento antropologico di un passato che ancora si proietta nel presente. Lo scenario della periferia, infatti, non smette di accogliere nei suoi gironi infernali sempre nuove figure di emarginati. Ma, al di là della dimensione politica o sociologica, la forza del film risiede soprattutto nella sua prospettiva estetica. Accattone è la folgorante invenzione di uno stile che, attraverso un raffinato primitivismo, infrange le regole della bella scrittura cinematografica e i consueti canoni neorealisti di rappresentazione della povertà. Le borgate sono immerse in una luce accecante, quasi ultraterrena. I sottoproletari sembrano personaggi di pale d’altare, divinità di antichi affreschi. I loro gesti violenti e insensati sono sacralizzati dalla solenne musica di Bach. Un’aria funerea spira tra le baracche desolate e i prati bruciati dal sole, esaltando la «disperata vitalità» e la sensualità feroce dei corpi che li attraversano. Privi di qualsiasi proiezione in un mondo migliore, i delinquenti pieni di innocenza di Accattone non hanno speranze di redenzione sociale o religiosa, sono tragici eroi dell’impotenza e del nichilismo. Il loro unico riscatto è affidato alla trasfigurazione mitica dello sguardo pasoliniano.

I WALK THE LINE

JOAQUIN PHOENIX. LA CICATRICE INTERIORE

di Sparti Rosario

Bakemono Lab (ottobre 2021)

euro 20

Che cosa rende Joaquin Phoenix una figura singolare nel panorama attoriale contemporaneo? Forse la miscela del tutto personale che caratterizza il suo stile recitativo, una strana combinazione di istinto e tecnica. Forse il cammino spiazzante della carriera, che lo vede attento percorrere strade poco battute, ondeggiando tra cinema mainstream e autorialità. Forse la scarsa capacità di atteggiarsi come star, da vero antidivo riluttante, che sfrutta la celebrità solo per portare avanti le sue campagne da attivista sociale. Probabilmente tutto questo. In altre parole, la straordinaria capacità di conciliare gli opposti che caratterizza il percorso di un attore fuori dai canoni che ama reinventarsi pur restando ogni volta riconoscibile.

DAVID FINCHER

LA POLISEMIA DELLA SGUARDO

curato da Pettierre Antonio

Mimesis (ottobre 2021)

euro 18

Ha senso parlare di autori nel cinema odierno, in un momento storico in cui la serialità è norma e il consumo dei prodotti audiovisivi non è più esclusivo della sala cinematografica? Può apparire obsoleto il termine “autore”, ma, al contrario, si vuole dimostrare che è ancora possibile utilizzare tale definizione per alcuni registi contemporanei. È il caso di David Fincher, che cela la propria autorialità in una polisemia che ricorre sia nella forma sia nei contenuti, combinando un’estetica originale di sguardo e di senso. La filmografia del regista americano è in grado di interpretare una società fluida attraverso una poetica che reinventa il mondo stesso, restituendo una visione ancora più realistica del reale. In un rispecchiamento metaforico, la polisemia del cinema fincheriano è (re)interpretata nella pluralità dei saggi che compongono il presente volume, fornendo nuovi significati allo spettatore curioso e attento.

KILL BABY KILL!

IL CINEMA DI MARIO BAVA

curato da Acerbo Gabriele e Pisoni Roberto

Bietti (novembre 2021)

euro 22

Il cinema del maestro Bava attraverso 39 interviste a personaggi illustri del cinema americano ed italiano; 12 interventi di autorevoli critici; 100 immagini fra foto di scena, fuori set e locandine cult. Da Quentin Tarantino a Mario Monicelli, da Alberto Pezzotta a Tim Burton, da Lamberto e Roy Bava a Barbara Steele, passando per John Landis, Tim Lucas, Dario Argento e tanti altri ancora. Più di trecento pagine di testimonianze inedite. Introduzione di Joe Dante. Gabriele Acerbo (Piombino, Li, 1966) è gionalista professionista e autore televisivo, ha collaborato con le trasmissioni Target e Report. Dal 1999 ha lavorato per i programmi di cinema di Tele + e di Sky cinema, per cui ha curato i ritratti-intervista di Dario Argento, David Lynch, Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Paolo Virzì, Ennio Morricone. Insieme a Roberto Pisoni ha realizzato il documentario Mario Bava – Operazione paura. Roberto Pisoni (Pomezia, Rm, 1969) è senior producer dei canali di Sky Cinema, dal 1999 ha scritto, diretto e realizzato programmi di cinema per Studio Universal, Paramount Comedy e altri canali satellitari. È stato direttore della rivista Close-Up e nel 2003 ha curato il volume John Sayles e il cinema indipentente U.S.A. (Landau editore). Insieme a Gabriele Acerbo ha realizzato il documentario Mario Bava – Operazione paura.

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (NOVEMBRE 2021)

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NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (NOVEMBRE 2021)

ORSON WELLES E LA NEW HOLLYWOOD

IL CASO DI «THE OTHER SIDE OF THE WIND»

di Massimiliano Studer

Mimesis (ottobre 2021)

euro 18

Nel novembre 2018 la piattaforma Netflix ha reso disponibile ai suoi abbonati la visione di The Other Side of the Wind, un film a cui Orson Welles aveva dedicato le sue energie dal 1970 al 1985, anno della sua morte. In vita, il cineasta statunitense non era riuscito a portare a termine il progetto a causa di una serie incredibile di traversie, compresa la Rivoluzione Iraniana del 1979, che ne avevano impedito l’uscita nelle sale. Orson Welles e la New Hollywood è il racconto appassionato di un progetto cinematografico iniziato da Welles durante i primi anni della New Hollywood. Per raccontare questa incredibile storia produttiva, Massimiliano Studer ha consultato i documenti inediti dell’archivio Welles del Museo Nazionale di Torino, della University of Michigan e della Cinémathèque française. Il volume è inoltre impreziosito dalla prefazione di Esteve Riambau, considerato il più autorevole studioso europeo del cinema di Welles.

MICHAEL MANN

CREATORE DI IMMAGINI

di Pier Maria Bocchi

Minimum Fax (novembre 2021)

euro 18

Autore capace di muoversi con originalità e inventiva tra cinema e televisione, costruendo una filmografia memorabile da Manhunter – Frammenti di un omicidio a Collateral, da Heat – La sfida a Miami Vice, da L’ultimo dei Mohicani a Nemico pubblico- Public Enemies, Michael Mann è senza dubbio uno dei cineasti fondamentali delle e per la contemporaneità. Il suo cinema, dall’impronta industriale e commerciale (nato e prodotto a Hollywood), ha saputo intercettare via via il nuovo estetico e il moderno tecnologico come pochissimi altri al mondo. A vent’anni dalla prima pubblicazione, torna in libreria uno tra i più importanti saggi sul regista. Ad arricchire questa edizione, le testimonianza in esclusiva di Dante Spinotti, che per Mann è stato direttore della fotografia in sei occasioni, e che in una lunghissima conversazione ha ricostruito la lavorazione dei film, il dietro le quinte, le riprese di scene significative ed emblematiche, come fossero appunti di una schedule di attività, o pagine di sceneggiatura. Smontando il falso mito di un Mann tutto superfici e di un cinema- design, Pier Maria Bocchi ne ripercorre la carriera irripetibile, sottolinea come il suo cinema, sia stato fin da subito concepito per immagini, e muove dalla convinzione che «oggi lo spettatore non possa essere dispensato dal pensare e vedere per immagini, e che pure nelle immagini possa trovarsi una moralità, una visione del mondo, una poetica, un cuore».

SCENEGGIATURA

I QUADERNI FANDANGO

a cura di Marcello Olivieri

Fandango Libri (ottobre 2021)

euro 20

I Quaderni Fandango di sceneggiatura è una guida per tutti quelli che amano il cinema. Al suo interno si possono trovare settanta esercizi che prendono spunto dai grandi maestri della sceneggiatura moderna. Da Woody Allen a Nora Ephron, da Ettore Scola a Billy Wilder. Se con Ben Hecht, sceneggiatore di Scarface, si imparerà a scrivere una scena e con Quentin Tarantino a stravolgere eventi storici e reali con Leigh Brackett, sceneggiatrice di Un dollaro d’onore, si imparerà a gestire la struttura interna del racconto per atti. Un viaggio lungo quasi cento anni che ci insegna a guardare i film che abbiamo amato e chi li ha scritti con altri occhi.

L’ETÀ DEGLI EROI

FILOSOFIA E MITOLOGIA «DELL’UMANO» NEI WESTERN DIRETTI DA CLINT EASTWOOD

di Edoardo Sant’Elia

Studium (ottobre 2021)

euro 16,50

L’età degli eroi: ovvero la loro epoca, l’Ottocento americano nelle terre di frontiera, il Far-west; Ma anche l’età vera e propria dei protagonisti di questa epopea. Il volume analizza i quattro film che nell’arco di vent’anni, dal ’73 al ’92, Clint Eastwood ha dedicato al genere (Lo straniero senza nome, Il texano dagli occhi di ghiaccio, Il cavaliere pallido, Gli spietati), film riletti alla luce della filosofia spagnola e latino-americana del Novecento, da Unamuno e Ortega fino a Savater e Cabrera, una linea frastagliata di sguardi puntati sulle zone d’ombra della Verità e della Morale. Il cinema, dunque, come pensiero in movimento – e il Western come serbatoio epico – in questa seconda tappa del percorso di una nuova disciplina, Filosofia delle narrazioni contemporanee, che si propone di configurare, attraverso il duplice filtro delle idee e delle storie, una possibile/credibile mitologia ‘dell’umano’.

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (OTTOBRE 2021)

Posted by on Ott 5, 2021 in foto cover, novità editoriali | 0 comments

NOVITÀ EDITORIALI SUL CINEMA AL KNULP (OTTOBRE 2021)

300 DICHIARAZIONI D’AMORE AL CINEMA

RACCONTI DI FILM, REGISTI, ATTORI, SCENEGGIATORI

di Ottavio Cirio Zanetti

euro 18

Erga (settembre 2021)

Questo volume raccoglie 300 recensioni di film che Ottavio Ciro Zanetti(1983-2020) ha pubblicato sulla sua rubrica settimanale di critica cinematografica per la testata on-line “inpiù.it”. Raccoglie anche saggi più lunghi: quello preveggente sulla fortuna delle serie televisive di alta qualità, come Mad Men, quello su Hitchcock, inedito, oltre a quelli su Federico Fellini, che Ottavio, invitato al convegno organizzato dall’Università di Toronto, ha fatto in tempo a scrivere e che è stato letto nell’ottobre 2020 in sua memoria. Da “Benur” (senz’acca) di Massimo Andrei (recensione del gennaio 2013) a “I due Papi” di Fernando Meirelles (recensione del 9 gennaio 2020), 7 anni di arguzie, curiosità, collegamenti, passando per una miriade di titoli vecchi e nuovi che a chiunque farà piacere scoprire o riscoprire. Ottavio era uno spettatore onnivoro, precoce, regista, sceneggiatore e documentarista, sapeva cogliere e descrivere i particolari. Sosteneva che lo spettatore si perdesse un bel pezzo di film alzandosi ai titoli di coda, e raccontava i film per stimolarci a inventare, a costruire altre storie, per andare altrove, in un gioco di realtà e finzione che diventa dichiarazione d’amore.

CANCEL CINEMA

I FILM ITALIANI ALLA PROVA DELLA NEOCENSURA

di Alessandro Chetta

euro 18

Aras Edizioni (settembre 2021)

“Totò farà la fine di Dumbo? Bollato da un “alert” per i contenuti scorretti? In TotoTruffa ’62 il comico si travisa con una blackface, anello al naso e voce farfugliante: un chiaro affronto razzista per gli indignati della cosiddetta Cancel Culture. E come giudicare Aldo Fabrizi che iscrive la figlia a un concorso per “Miss sposa perfetta” o Monica Vitti che, ferita, perdona l’amante accoltellatore? Potrebbe mai passarla liscia Yves Montand che spara a tutti i lupi d’Abruzzo? Questa nuova morale attenta a processare il passato senza badare al contesto scuote da anni il dibattito americano e inizia a disporre i suoi tribunali anche in Italia. Il saggio di Chetta mette in scena uno stress test su oltre 200 film del periodo d’oro del nostro cinema indagando altresì origini e perché del politicamente corretto e i rischi connessi. Un tentativo corsaro per anticipare l’ascesa di un fenomeno dai contorni molto ambigui.

DAI GRANI AI PIXEL

IL RESTAURO DEL FILM NELLA TRANSIZIONE

DALL’ANALOGICO AL DIGITALE

di Giovanna Fossati

Euro 34,90

Persiani (agosto 2021)

La transizione dall’analogico al digitale sta cambiando profondamente il cinema. Cambia il modo di girare un film, di conservarlo, di restaurarlo. Ma cambia anche la sua essenza, la sua definizione concettuale? Sono queste le domande a cui cerca di dare risposta “Dai grani ai pixel” che, a dieci anni dalla sua prima pubblicazione, esce in edizione italiana (traduzione a cura di Rossella Catanese) aggiornato ai più recenti sviluppi della ricerca e arricchito da nuovi casi di studio fra i quali i progetti di restauro di “L’età di amare” (Sam Wood, 1922, con Gloria Swanson e Rodolfo Valentino), “Il Dottor Stranamore” (Stanley Kubrick, 1964), e “Non possiamo tornare a casa” (Nicholas Ray, 1973). Giovanna Fossati, grazie a una consolidata esperienza tanto nel campo accademico quanto nella pratica della conservazione e del restauro, stabilisce un ponte fra la ricerca teorica degli studiosi di cinema e il lavoro sui film che si svolge nei laboratori e nelle cineteche offrendo uno strumento prezioso per favorire il dialogo fra questi due mondi. Presentazione di Michele Canosa.

CINEMA ITALIA

I FILM CHE HANNO FATTO GLI ITALIANI

di Giovanni De Luna

Euro 22

Utet (agosto 2021)

Nel 1914 esce Cabiria, forse il più grande kolossal della storia del cinema italiano. La trama, in teoria, dovrebbe ricostruire l’epico scontro tra Roma e Cartagine, ma l’estetica orientaleggiante e liberty dell’epoca, con tanto di Gabriele D’Annunzio alla sceneggiatura, racconta facilmente in controluce il presente di quell’Italia desiderosa di guadagnare visibilità e credibilità internazionale. Come spiega Giovanni De Luna in Cinema Italia, di fronte a Cabiria lo storico finisce per «aggirarsi tra quelle immense scenografie, fiutando non l’aria del III secolo a.C. Ma quella carica di odori e di miasmi pestiferi del primo Novecento, di quella incredibile e paradossale stagione in cui stava finendo l’Ottocento e fragorosamente e maledettamente stava nascendo il terrificante XX secolo». Parte da qui il percorso affascinante di uno storico che utilizza i film come documenti del periodo in cui venivano realizzati, dei gusti del pubblico e della temperie culturale, avvicinandoci così a un’inedita lettura del modo in cui il cinema ha contribuito a “fare gli italiani”. I film, infatti, spesso sono lo specchio di un presente in procinto di farsi storia: l’immediato dopoguerra di Ladri di biciclette, i primi venti del boom di Un americano a Roma, la lotta sociale de La classe operaia va in paradiso, ma anche l’edonismo pre Mani pulite di Yuppies o Vacanze di Natale. Ma non solo, perché in molti casi proprio il cinema, arte nobile e popolare insieme, ha voluto farsi a sua volta strumento di indagine storica, che fosse propaganda di stato o contestazione intellettuale: per ogni Cabiria ci sono stati moltissimi La grande guerra, Una giornata particolare, La notte di San Lorenzo, La meglio gioventù… Mescolando alto e basso senza timore, e con qualche sortita nel cinema straniero, Giovanni De Luna ricostruisce la storia del nostro paese per come l’abbiamo vista, o meglio, voluta vedere al cinema noi italiani, che fossimo di volta in volta sceneggiatori, registi o solo semplici ma appassionati spettatori.

ANDREJ TARKOVSKIJ

SPIRITO E MATERIA FRA CRISTIANESIMO E SOCIALISMO REALE

di Giorgio Penzo

Euro 20

Falsopiano (agosto 2021)

Il saggio di Giorgio Penzo su Andrej Tarkovskij rappresenta un tributo e un omaggio ad un regista fondamentale del Novecento. L’autore analizza film per film tutta la produzione del regista russo, centrando l’attenzione sui suoi lungometraggi e sul rapporto fra il suo cristianesimo e il socialismo reale. E’ infatti sorprendente che l’opera di un autore come Andrej Tarkovskij conviva con il realismo socialista ufficiale dell’URSS negli anni in cui si svolge la sua attività. Tutta l’opera di Tarkovskij è un “canto generale”, non di un individualismo all’occidentale, ma di un lirismo che si rinsalda nella tradizione russa e che si confonde spesso con una religiosità, quella cristiano-ortodossa, capace di andare oltre. Perché l’opera di Tarkovskij va oltre ogni definizione: è un’opera unica, e anche se si ciba delle radici profonde del pensiero russo, vuole raggiungere valori universali, che si affinano in una spiritualità sempre più convinta, abbandonando progressivamente quel materialismo che era alla base dell’ideologia sovietica, per cercare l’Assoluto e la metafisica. Tutta la grandezza di un intellettuale che fa della sua stessa vita un’opera d’arte e di sofferta libertà.